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Tre Comuni chiedono soldi all’Aca

 CITTÀ SANT’ANGELO. Debiti con oltre 100 aziende, lavori non pagati per circa 3 milioni e 800 mila euro, e a sua volta un credito vantato nei confronti dell’Aca, l’Azienda acquedottistica di Pescara, di 4.157.240,23 euro.
 Sono i numeri del Considan, Consorzio depurazione acque nere di proprietà dei comuni di Montesilvano, Città Sant’Angelo e Silvi e oggi in liquidazione.
 L’Aca non vuole pagare e riconosce solo una piccola parte del debito, pari a 474.390,55 euro.
 Per questo i consigli dei tre Comuni si sono riuniti assieme e hanno approvato, a larga maggioranza, un documento guida che i sindaci, rispettivamente Pasquale Cordoma, Gabriele Florindi e Gaetano Vallescura, dovranno seguire.
 È Cordoma a riassumere la situazione.
 «L’Aca si è rifiutata di incontrare noi e la Regione. Il problema vero è che non ha i soldi, è debitrice verso tutti».
 L’Aca, complessivamente, avrebbe circa 51 milioni di euro di debiti.
 «Non possiamo far rischiare il fallimento alle 102 aziende che aspettano di essere pagate», sostiene il sindaco Cordoma.
 Per questo motivo si prospettano sia istanze di richiesta di fallimento dell’Aca, sia la minaccia, da parte della Regione, di rescindere la convenzione con l’Aca per la gestione del servizio idrico.
 L’obiettivo è evitare che i debiti del Considan finiscano come debiti fuori bilancio nei conti dei tre Comuni.
 Vallescura ha voluto lanciare un appello agli altri sindaci del comprensorio sul futuro dell’Aca e vede con favore l’ipotesi di spalmare i debiti in più anni. Duro, invece, Florindi, per il quale bisogna «pignorare il conto corrente dove vengono pagate le bollette all’Aca».
Pierpaolo Di Simone