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Campeggio ancora chiuso ai turisti

 PACENTRO. Un campeggio in cantiere da oltre 20 anni. Una struttura quasi ultimata e lasciata nell’abbandono più totale in attesa della definizione di un contenzioso giudiziario. Miliardi di lire che vanno in malora mentre il territorio attende il rilancio turistico. Succede a Pacentro, lungo la strada, da cui si gode un panorama mozzafiato sulla Valle Peligna.
 Nella zona circa venti anni fa la comunità montana prima e il parco nazionale della Maiella poi, hanno progettato e quasi totalmente realizzato un’area camping.
 Oltre tremila metri quadrati pronti ad ospitare turisti in tende, camper e roulotte a contatto con la natura.
 L’area è in parte recintata, sono stati installati i lampioni e realizzati gli impianti elettrici: resta soltanto da ultimare il sistema fognario e l’impianto del metano.
 Nell’area camping è stata realizzata da anni una struttura polivalente a servizio dei turisti, ma ora l’abbandono e il degrado la stanno danneggiando seriamente.
 L’edificio è dotato di bagni e docce, lavanderia a disposizione degli ospiti del camping, sala ristorante, cucina e servizi igienici per i disabili. A confermare l’annoso abbandono del cantiere è anche un albero che è cresciuto proprio davanti alla porta d’ingresso principale dell’immobile.
 Una sorta di ostacolo naturale che, comunque, non ha fermato i vandali che hanno, in più punti, divelto le porte finestre in legno e sono entrati nella struttura dove, all’interno, è conservato ancora del materiale.
 Dagli estintori al materiale edile e chissà se, nel corso dei mesi, qualcosa sia stato anche sottratto.
 Perché tutto è rimasto intatto, come se i muratori dovessero tornare a lavorare il giorno seguente.
 La struttura è stata terminata da tre anni (all’interno i muri sono imbiancati i pavimenti rivestiti con mattonelle in cotto) poi è stato avviato un contenzioso giudiziario tra una ditta edile e l’Ente (il Parco della Maiella) che ha commissionato i lavori.
 Un contenzioso che dovrà essere risolto in tribunale e, intanto, il cantiere è fermo e la natura si sta riappropriando con velocità del territorio.
 L’erba è cresciuta alta ovunque, ma il luogo, a giudicare dai rifiuti e le bottiglie di birra vuote sparse ovunque, forse è anche un ritrovo per i vandali.
 Qualcuno, a microfoni spenti, dice che negli ultimi anni sono stati spesi almeno 500mila euro e chissà nei decenni scorsi quanti soldi pubblici gli enti hanno sborsato per realizzare questa cattedrale nel deserto.
 Poco distante dall’area, e dove dovrebbe essere realizzato l’accesso ai camper, c’è addirittura una piccola chiesa in muratura dedicata a San Rocco.
Chiara Buccini