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Penne, il Pd attacca il suo sindaco

 PENNE. L’appello lanciato dal sindaco di Penne al presidente della Provinciale, Guerino Testa, al quale ha chiesto di tenere conto della territorialità nell’esecutivo, non è piaciuta al Partito democratico. La sezione cittadina del Pd, si è dissociata dalle dichiarazioni del sindaco.
 Donato Di Marcoberardino, che è iscritto al Partito democratico, viene attaccatto dalla sua stessa parte politica, che definisce le dichiarazioni del sindaco «incomprensibili». Il presidente della Provincia, Guerino Testa, a breve comunicherà i nomi che comporranno l’esecutivo: è quasi certa la presenza di Andrea Faieta, eletto nel collegio di Loreto-Collecorvino, come unico rappresentate dell’area vestina in giunta.
 «La richiesta del sindaco Di Marcoberardino appare assolutamente non condivisibile», sostiene il segretario del Pd, Renato Giancaterino. «Non ritengo opportuno entrare nel merito delle scelte di una coalizione avversaria che deve, nella sua autonomia, prenderee decisioni interne, anche in virtù di un mandato elettorale». Il segretario, poi, richiama il sindaco alla «coerenza» politica: «Di Marcoberardino dimentica un aspetto importante: che si fa una campagna elettorale soprattutto perché non si condividono la storia, le basi politiche, il programma, l’impostazione qualunquista e populista di un avversario politico come il Pdl. Non si possono accantonare questi aspetti e candidamente inneggiare a ragioni di rappresentanza territoriale, che appaiono assolutamente incomprensibili». Il Pdl «difende» Di Marcoberardino, tramite il dirigente pennese, Antonio Baldacchini: «Il sindaco, pur appartenendo al Pd, cerca di tutelare il territorio che amministra e l’atteggiamento assunto dal Partito democratico ci lascia perplessi».
Gilberto Petrucci