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Lega, Idv e Udc alzano la posta


di Gabriele Rizzardi
 ROMA. Il centrodestra annuncia un successo «colossale» e Berlusconi ironizza sul risultato del Pd: «Se questa per l’opposizione è una vittoria, noi vogliamo sempre perdere così». Il centrosinistra perde la Provincia di Milano ma resiste nel Centro-Sud, difende Padova dall’assalto della Lega, tiene a Torino, Bologna, Firenze e annuncia che ora «si può ripartire».
 Chi ha vinto la gara dei ballottaggi? Il bilancio definitivo delle amministrative 2009 ci dice che nessuna delle due coalizioni finisce al tappeto e che un ruolo importante l’hanno giocato l’Idv e l’Udc. Piero Fassino assicura che il Pdl ha segnato una «battuta d’arresto» e fa notare che il centrosinistra ha vinto in 14 ballottagi su 22 nelle amministrazioni provinciali e in 11 Comuni capoluogo su 16. Francesco Storace (La Destra) fa invece notare che per le provinciali, i candidati del centrosinistra hanno vinto con 300 mila voti di scarto e quelli del centrodestra con 39 mila.
 Quel che è certo è che il risultato dei ballottaggi assegna 34 Province su 62 al centrodestra, 28 al centrosinistra. E ancora: 16 Comuni capoluogo al centrosinistra e 14 al centrodestra. Un quadro che è molto diverso da quello del 2004, quando il rapporto era di 50 a 9 per il centrosinistra per le Province e di 26 a 4 sempre per il centrosinistra nei Comuni capoluogo. E adesso Berlusconi gongola. «Vittoria del Pd? Prima di queste elezioni amministrative, il centrodestra rappresentava 5 milioni 358 mila cittadini e governava in 9 province. Il centrosinistra rappresentava 27 milioni 541 mila cittadini e governava in 50 Province. Oggi», precisa il premier, «il quadro si è ribaltato: il centrodestra rappresenta 21 milioni 250 mila cittadini e governa in 34 Province. Il centrosinistra rappresenta 12 milioni 930 mila cittadini e governa in 28 Province».
 Per Paolo Bonaiuti la vittoria è «colossale», per Fabrizio Cicchitto è «inequivocabile».
 La coalizione Pdl-Lega ha stravinto la partita? Massimo D’Alema avanza qualche dubbio. «Certo, non abbiamo vinto le elezioni ma è un risultato da cui ripartire», spiega l’ex premier che ammette un’avanzata del centrodestra ma poi precisa che i candidati Pdl-Lega «non hanno sfondato». In molti casi un ruolo decisivo lo hanno giocato le alleanze e D’Alema lo sottolinea: «In Puglia abbiamo vinto largamente grazie all’alleanza con l’Udc e ad altre forze di carattere meridionalistico».
 Resta il fatto che Udc, Idv e Lega, esultano ed alzano la posta. L’alleanza con Bossi ha permesso a Berlusconi la riconquista di Province come Milano e Venezia e Roberto Calderoli alza il prezzo: «Abbiamo un quarto dei voti della coalizione, un terzi dei voti del Pdl. Quindi, se l’anno prossimo si vota in 13 regioni, noi ne vogliamo almeno 3 del Nord».
 Ma a presentare il conto sono anche l’Udc, che ha vinto soprattutto insieme al centrosinistra, e l’Idv, che invece chiede al Pd di «scegliere». «Dall’alleanza con il centro non si può prescindere. Chi vuole ragionare con noi, adesso sa che dovrà farlo con serietà e non con la pistola puntata alla testa» avverte Pier Ferdinando Casini.
 L’alleanza Pd-Udc decisiva? «Non è così. Il Pd ha vinto dov’era alleato con l’Udc ma c’eravamo anche noi. Mentre in altri centri l’Udc era alleato con il centrodestra e ha perso, e il Pd ha vinto grazie a noi», dice Antonio Di Pietro, e chiede al Pd di decidere del suo futuro: «Sono mesi che il Pd non si fa sentire e d’altra parte non si sa con chi farsi sentire. Speriamo che si doti al più presto di una classe dirigente per costruire un’alleanza».