LAQUILA. Lassicurazione liquida i primi cinque milioni di euro alla Asl dellAquila per i danni causati dal terremoto allospedale San Salvatore. Si tratta di un acconto della polizza che prevede un esborso massimo di 50 milioni di euro, in attesa che vengano completate le perizie.
Il documento che attesta il pagamento di 5 milioni di euro è stato consegnato al manager della Asl,
Roberto Marzetti, dal dirigente generale della Royal sun alliance,
Fabrizio Moscone, dal perito dello studio Campana,
Gianguido Campana, e dal rappresentante di Mediass Gpa spa,
Francesco Pirocchi. «Sarà uno dei premi assicurativi più alti mai pagati in Italia per una calamità naturale», hanno tenuto a precisare Moscone e Campana, «le valutazioni dei danni, però, sono ancora in corso».
Lospedale San Salvatore è stato seriamente danneggiato dal sisma del 6 aprile. Fatto che ha innescato anche polemiche e ha portato la magistratura ad avviare lindagine alla ricerca di eventuali responsabilità nelle procedure per la costruzione della struttura sanitaria.
Poco prima del terremoto, la Asl dellAquila aveva assicurato lospedale San Salvatore, il presidio di Collemaggio e lex Inam per complessivi 50 milioni di euro. Polizza valida anche in caso di calamità naturali.
«Dai sei agli otto milioni di euro del premio assicurativo», ha spiegato Marzetti, «saranno utilizzati per la ristrutturazione e ladeguamento di parte del San Salvatore. Procederemo al recupero degli edifici L1, L2 ed L5, oltre alla sistemazione parziale degli stabili 2, 3 e 9 che la Protezione civile ha classificato di tipo B, ovvero che hanno subìto danni limitati».
Venerdì scorso sono tornati a disposizione i primi 116 posti letto. Riaperte a tempo di record anche due sale operatorie e la sala parto.
«La situazione dellospedale è meno drammatica rispetto a quanto ipotizzato nei giorni immediatamente successivi al sisma», ha affermato
Lanfranco Venturoni, assessore regionale alla Sanità, «i problemi maggiori si hanno per alcune colonne delle sale operatorie. Per questo motivo sono al lavoro squadre di ingegneri che devono valutare attentamente che cosa fare. Sarà sufficiente una ristrutturazione e un adeguamento antisismico oppure dovranno esserci soluzioni più drastiche? Comunque vada», ha concluso Venturoni, «lindirizzo è quello di riavere le sale operatorie funzionanti entro ottobre».
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Roberto Raschiatore