LAQUILA. Sarà forse il primo archivio di stato in Italia a essere localizzato allinterno di un nucleo industriale. In questi giorni tutto il materiale dellarchivio di stato dellAquila, la cui sede era nello stesso palazzo che ospitava la prefettura, in piazza della Repubblica, viene spostato a Bazzano, nella ex sede della Gioel Italia azienda che ha trovato unaltra sistemazione. La nuova struttura è molto ampia e luminosa e non ha subìto danni dal terremoto del sei aprile. La riapertura dellarchivio agli studiosi è prevista intorno alla metà luglio.
LArchivio di Stato dellAquila (nato nel 1835) è uno dei più importanti del centro sud. Dentro ci sono documenti che riguardano non solo il capoluogo ma tutto lAbruzzo (si pensi ad esempio ai fascicoli giudiziari della Corte di Appello e ai catasti di varie epoche).
Il sisma ha praticamente distrutto il palazzo della prefettura. Inizialmente si era temuto che i faldoni che contengono la storia dellAquila e della regione fossero finiti sotto le macerie. Invece, per fortuna, i solai hanno retto (anche se danneggiati) e i vigili del fuoco con la supervisione della direzione e dei funzionari dellArchivio e con lausilio della ditta Premio di Bologna, stanno trasferendo tutto a Bazzano. Nemmeno un documento andrà perduto. Nellex sede della Gioel ieri mattina cera grande fermento. Mi aspetta allingresso il professor
Paolo Muzi, funzionario che conosce ogni segreto dellArchivio di Stato dellAquila. Anche grazie al suo lavoro, fatto in particolare negli ultimi 10-15 anni, ogni carta (che sia una pergamena o un semplice appunto scritto su un foglio) ha avuto una sua collocazione precisa e gli studiosi hanno potuto fare il loro lavoro avendo una bussola, sapendo cioè dove andare a cercare. In questo - per quello che ho potuto verificare direttamente ogni volta che ho passato qualche ora nella sala studio - grande merito va dato anche agli addetti, sempre disponibili a fare il possibile per risolvere gli enigmi piccoli e grandi della storia cittadina.
Il professor Muzi mi presenta il direttore dellArchivio,
Ferruccio Ferruzzi, nominato a fine marzo che subito si è trovato a far fronte a una così grave emergenza. Poi mi fa vedere la sezione dedicata allArchivio civico aquilano. E un modo anche per rassicurare tutti coloro che temevano scippi di materiali.
«Nei primi giorni dopo il sisma» dice Muzi «per motivi di sicurezza lArchivio civico aquilano e le pergamene più preziose erano state portate a Sulmona. Ma sono già tornate e ora sono qui a Bazzano».
La sede ex Gioel non sarà prestigiosa come quella di piazza della prefettura ma è sicuramente funzionale. I locali sono molto ampi e potranno contenere senza problemi i circa dieci chilometri di scaffalature attualmente necessarie. Ma soprattutto, essendo lArchivio un posto che necessita di spazi sempre maggiori ogni anno che passa, la nuova struttura è quella giusta per far fronte alle esigenze future.
Se in uno stanzone si lavora per riposizionare i faldoni (che gli storici chiamano anche buste), in altri locali sono allopera falegnami, imbianchini, muratori. Muzi mi fa vedere la sala studio. Quella vecchia aveva magari più fascino ma quella nuova è molto più grande e quindi capace di ospitare un numero di persone maggiore.
E poi, cosa non secondaria, allesterno cè un ampio parcheggio che consentirà un accesso più semplice senza lincubo del posto auto che non si trova o della multa per divieto di sosta. Muzi chiarisce anche la vicenda del trasferimento degli atti del processo del Vajont a Belluno. In realtà gli atti saranno trasferiti solo per microfilmarli. Gli originali torneranno allAquila, città che alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso fu sede di quel processo. In questi giorni si sta decidendo anche se portare a Bazzano gli atti che si trovano nella sede distaccata di via del Cardinale. E alla ex Gioel potrebbe finire larchivio notarile che attualmente si trova a palazzo Margherita.