LAQUILA. Rinuncia definitivamente al Centro Oli di Ortona («Non lo faremo più»), ma poi mette sul piatto 20 milioni in favore dellUniversità. LEni non parla di «donazione» ma di investimento, benedetto dal ministro Mariastella Gelmini. Il colosso dellenergia «adotta» 50 tra ricercatori e dottorandi dellateneo aquilano che continueranno a studiare al Nord; annuncia la realizzazione di un centro di ricerca a vocazione ambientale con una casa dello studente da 100 posti e infine prepara un progetto per impiantare una centrale di teleriscaldamento (a gas e biomasse).
IL PIANO. Il protocollo dintesa a tre viene firmato nella caserma della Finanza di Coppito. Al tavolo col ministro anche il rettore dellUniversità dellAquila
Ferdinando Di Orio, il presidente e lamministratore delegato di Eni,
Roberto Poli e
Paolo Scaroni, il presidente della giunta regionale
Gianni Chiodi e il capo della protezione civile
Guido Bertolaso. Secondo lintesa, Eni accoglierà per tre anni nelle proprie strutture di ricerca 50 tra dottorandi e ricercatori per consentire la continuazione delle attività. I programmi e le attività da svolgere nelle strutture Eni saranno concordate con le direzioni dellateneo. Lospitalità (tra Novara e Milano) comprenderà trasferimento, vitto, alloggio e accesso ai laboratori Eni, nonché la possibilità di borse di studio o contratti a progetto ad hoc da parte di Eni. Il nuovo Centro di ricerca, realizzato per lUniversità, sarà focalizzato principalmente su energia e ambiente, sarà dotato di una casa alloggio per ricercatori e studenti dalla capacità di 100 posti. La struttura, che sorgerà su unarea di circa 7500 metri quadrati (ancora da individuare) ospiterà 50 laboratori, oltre ad aree tecniche, aule e uffici e sarà realizzata utilizzando tecnologie sostenibili e fonti energetiche rinnovabili. I tempi? Tre anni almeno.
VIA LE TASSE. Mercoledì verrà firmato al ministero il provvedimento che riguarda le risorse da destinare allUniversità dellAquila e che comprende, in primis, la cancellazione delle tasse. «Comprendo lo stato danimo degli studenti», dice il ministro, «la paura e anche il panico di chi non vuole entrare anche in edifici dichiarati agibili: ci vorrà del tempo per superare questo trauma. Anche se cè chi non vuole più tornare a studiare allAquila, dico che lateneo non morirà. Credo che i dati che oggi abbiamo sulla possibilità di rendere agibili, con interventi contenuti, gli edifici pubblici, scolastici e universitari siano dati incoraggianti. Siamo tutti impegnati a dare un futuro allUniversità dellAquila che rappresenta un grande patrimonio culturale e di ricerca. Stiamo lavorando per la ripresa dellanno accademico, ma non facciamo promesse rispetto alle quali non ci sono garanzie precise. Il nostro obiettivo è di riaprire in una situazione di quasi normalita. Occorre trovare una sede immediata e ci stiamo muovendo. Sta intervenendo personalmente il presidente
Berlusconi».
«CENTRO OLI NO». A margine dellincontro, lamministratore
Scaroni ribadisce il no al Centro oli di Ortona. «Non lo faremo, ci abbiamo rinunciato molti mesi fa ben prima della catastrofe del terremoto. Questo progetto è unaltra cosa e non centra nulla. La centrale? È un progetto che dobbiamo sottoporre allattenzione dellamministrazione e dunque si può fare come non fare. In questa zona cè unampia disponibilità di biomasse che possono essere utilizzate a dovere». La centrale, tuttavia, sarà alimentata da gas naturale e biomasse (legna e scarti di colture) con una potenza termica complessiva di 120 megawatt termici. Di questi, 10 derivanti da biomasse e il resto da gas.