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«Le sale operatorie a Villa Letizia»

 L’AQUILA. Subito il trasferimento dell’ospedale da campo dell’Aquila nella clinica Villa Letizia. E’ quanto chiede il segretario della Cisl, che sottolinea «la grande confusione che regna al San Salvatore, anche per quanto concerne la gestione del personale. I 1500 dipendenti della struttura sono abbandonati al proprio destino e organizzano il lavoro solo grazie a singole iniziative».
 Secondo il segretario provinciale della Cisl, Gianfranco Giorgi, non c’è più tempo da perdere: «Solo grazie all’impegno dei medici, degli infermieri, dei tecnici e degli ausiliari rimasti a disposizione dei pazienti alcuni servizi essenziali vanno avanti», dice Giorgi. «Passata la fase iniziale di emergenza, in cui è comprensibile e giustificabile il caos totale, a distanza di un mese dal disastroso evento sismico assistiamo ad un immobilismo che arreca solo ulteriori danni alla collettività. Nell’ospedale da campo sono attivi solo alcuni servizi ambulatoriali e un piccolo presidio che consente il ricovero dei malati di medicina generale. Non sono in funzione, e non potrebbero esserlo in un ospedale da campo, le sale operatorie e la rianimazione, visto che mancano le condizioni igienico-sanitarie, di sicurezza e strutturali minime per garantire l’esecuzione degli interventi. Non si comprende», afferma Giorgi «il perché sia stata scartata a priori la proposta avanzata da più parti di un trasferimento momentaneo e parziale del San Salvatore nella clinica privata Villa Letizia, che aveva dato disponibilità ad accogliere gratuitamente parte dell’ospedale, con il solo rimborso delle spese vive».
 Giorgi affronta, poi, il discorso Sanatrix: «La struttura è inagibile, il personale non riceve da mesi lo stipendio, eppure i posti letto accreditati alla clinica non vengono trasferiti, anche in questo caso in via transitoria, a Villa Letizia, l’unico presidio sanitario agibile a livello strutturale. Esiste, inoltre, il rischio reale di “fuga” di molti professionisti verso altri presidi sanitari, in mancanza di direttive da parte della Asl. Se, dietro le quinte, c’è un piano di smantellamento dell’ospedale aquilano, gli autori di tale progetto escano allo scoperto».
 Secondo Giorgi «la Asl dell’Aquila è rimasta al palo. Tutti i più importanti enti locali e le associazioni di categoria si stanno dotando di postazioni fisse e pienamente funzionanti per garantire la prosecuzione dell’attività, tranne la nostra Asl».
 Infine, un appello all’assessore regionale alla sanità, Lanfranco Venturoni, «che ha visitato più volte l’ospedale senza intraprendere azioni concrete a tutela dello stesso», e al sindaco dell’Aquila Massimo Cialente e dei vertici della Asl chiamati «a non fare solo “passerelle”, ma a definire di concerto con le organizzazioni sindacali un piano chiaro e preciso per quanto riguarda il personale e tutte le prestazioni sanitarie del San Salvatore. Rimane comunque l’impressione che si stia preparando un ulteriore scippo ai danni della città dell’Aquila».
Monica Pelliccione