ARCHIVIO il Centro dal 2003

Multe, paga San Giovanni Lipioni

 SAN GIOVANNI LIPIONI. Il gran numero di multe effettuate tre anni fa con i misuratori di velocità sulla Trignina fece meritare a Lentella una menzione dal quotidiano economico Il Sole 24 ore. Adesso la maglia nera per le multe va a San Giovanni Lipioni, 261 abitanti e 1.341 multe effettuate nel 2007, per un incasso di 350mila euro: cinque infrazioni per ogni abitante (compresi vecchi e bambini). Un diluvio di ammende che finisce sul tavolo del prefetto Vincenzo Greco insieme a diecimila firme raccolte dal comitato anti-autovelox. La riunione, convocata dalla stessa prefettura è in programma giovedì. Non c’è pace per la statale del Trigno: da strada pericolosa con buche e segnaletica carente, a contestata strada degli autovelox.
 Da più di due anni i Comuni della Trignina hanno deciso di ricorrere ai misuratori di velocità per limitare il numero degli incidenti. I 18 chilometri del tratto abruzzese sono stati messi sotto sorveglianza ed hanno fruttato una media di 4mila multe l’anno. Da Cupello a San Giovanni Lipioni vengono attivate alternativamente dieci postazioni in prossimità degli incroci di ciascun comune. A farne di più le spese, secondo i dati riportati dal Sole 24 ore sono stati prima gli automobilisti di Lentella, poi due anni fa quelli di San Giovanni Lipioni: perlopiù operai e studenti pendolari. Di qui è nata la protesta, malgrado le amministrazioni comunali continuino a dire che adottano provvedimenti salva-vita. «Basta riprendere i giornali del 2005 per verificare quanti incidenti si sono verificati sulla Fondovalle 650, e poi confrontarli con i dati del 2008 secondo i quali da una media di 90 incidenti al mese si è passati a una decina di incidenti», sostengono i sindaci della vallata. Ma gli automobilisti non ci stanno.
 «L’autovelox, così come è sistemato sulla Trignina, è solo un modo per fare cassa», incalzano il Comitato anti-autovelox presieduto da Antonio Turdò e decine di associazioni (compreso il Codacons) che hanno segnalato al prefetto presunte violazioni nell’impiego dei misuratori di velocità. «Gli autovelox sono occultati e manca un’adeguata segnaletica di avviso all’utenza», denuncia il Comitato pro-Trignina, lamentando anche l’assenza di un pubblico ufficiale vicino alle macchinette.
 Giovedì una delegazione della vallata del Trigno sarà a Chieti, “armata” di documentazione fotografica e filmati per dimostrare le violazioni delle norme che disciplinano la materia e invocare l’annullamento delle multe. «Sulla Trignina gli autovelox sono imboscati o comunque nascosti dalla vegetazione. Non è un caso che la Cassazione il 26 marzo scorso ha confermato quando sostenuto dal prefetto Greco: la mancata segnalazione della presenza delle apparechiature di controllo elettronico della velocità comportano la nullità dell’eventuale sanzione», affermano al pronti a dimostrare quanto sostenuto all’autorità prefettizia.
 L’obbligo di informazione, specificato nella sentenza numero 7419 viene ritenuto un passaggio cruciale. Per la macchinetta più odiata delle vallata del Trigno si volta pagina. «Fortuna che il prefetto, autorità “erga omnes”, è vicino agli automobilisti», commentano ancora al Comitato auspicando un imminente epilogo dell’inchiesta della Procura di Vasto. Le indagini condotte dai carabinieri di Atessa avevano portato a dodici avvisi di garanzia.
Paola Calvano