LAQUILA. «Scusi, a che ora fa il terremoto?». La telefonata al Centro
arriva da Tornimparte. Dal Web al telefono, la psicosi della «scossa definitiva» si diffonde dal Gran Sasso fino al mare. Nel giro di due ore, tra le 14 e le 16, la città sparsa tra tendopoli e alberghi sulla costa è nel panico totale. Nei pochi negozi aperti cè chi chiude e torna in tenda. Mobilitazione al centro commerciale LAquilone dove i dirigenti, ricevuto lallarme terremoto, avvertono la polizia. A Bazzano e a Poggio Picenze vengono fatti sgomberare due stabilimenti industriali. Poi agli operai viene detto: è un falso allarme. Il ricercatore Giuliani, noto per le «previsioni» basate sullo studio del gas radon, conferma il «treno di scosse» in atto. Listituto di geofisica smentisce il pericolo scosse e la Protezione civile dice di non aver ricevuto nessun allarme. A sera la psicosi non si allenta.
Giornata di tensione tra gli sfollati dellAquila, alle prese con un nuovo allarme terremoto sul quale indaga la polizia. Per capire da dove è partito e chi lha diffuso. Dalle tre scosse mattutine (5,25, 6,23 e 7,32) comincia il passaparola. Largomento delle telefonate e dei discorsi tra le tende è uno solo: «Oggi arriva la botta finale». Le altre scosse del pomeriggio (13,14, magnitudo 2.9; 14,16 e 18,02 magnitudo 2.6) alimentano lallarme. La gente chiama polizia e carabinieri che, nonostante le rassicurazioni fornite, non riescono a tranquillizzare la gente e a evitare scene di panico. Gli inviti alla calma non bastano. Ci sono persone che escono dalle tende e altre che riferiscono di aver sentito allarmi lanciati dal megafono.
Tutti cercano, a questo punto,
Giampaolo Giuliani, il ricercatore che studia i precursori del terremoto. Alle 16 risponde al telefono. «Sono al laboratorio del Gran Sasso e sto cercando di lavorare. Ma ricevo chiamate in continuazione. Dai miei sistemi registro un forte incremento nella concentrazione del radon. Anche dal sismografo sto vedendo, da qualche ora, la stessa attività delle ore immediatamente precedenti la scossa del 6 aprile. In qualsiasi momento mi collego vedo soltanto treni di eventi di rilievo. La concentrazione di radon ha subìto unimpennata a partire da domenica sera. Il livello è passato da 130500 a 134000. È la stessa cosa avvenuta laltra volta. A forti crescite di questo dato equivalgono incrementi di terremoti. Tanto cresce il radon tanto maggiore è lenergia che si carica. Tra le 6 e le 24 ore possono verificarsi nuove scosse. Lallarme non lho lanciato io, sia chiaro. Qualcuno ha visto i miei grafici. Io non ho avvisato nessuno. Sono stati altri che mi hanno chiamato. Ho parlato anche con una persona della Protezione civile. Consigli? Stare allaperto, ma già ci siamo. Io dormo in macchina». La Protezione civile: «Nessun allarme e nessuna segnalazione. Il nostro riferimento è lIngv». Listituto di geofisica aggiunge: «Avuto notizia dellannuncio di forti scosse si precisa che previsioni deterministiche sui terremoti non provengono da questo ente».
Alcuni negozi si svuotano. Due stabilimenti (Bazzano e Poggio Picenze) del gruppo Edimo vengono sgomberati. A comunicare lesistenza del pericolo ai circa 400 dipendenti è
Carlo Taddei, il proprietario. A quel punto, tutti i dipendenti scelgono di lasciare il lavoro per riversarsi nei piazzali. A Poggio Picenze arrivano anche i carabinieri. Poi il contrordine: falso allarme.
A sera, poi,
Giuliani presenta una denuncia contro ignoti alla polizia disconoscendo la paternità di un video, apparso su Youtube, relativo a unintervista nella quale asseriva che vi sarebbero state delle scosse. Secondo
Giuliani, per confezionare la falsa intervista sarebbero stati utilizzati vecchi filmati e inseriti vari spezzoni di vecchie dichiarazioni. (e.n.)