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Aumentano le tendopoli


 L’AQUILA. Aumentano le tendopoli, e aumenta anche il bisogno di informazioni. «Devo raggiungere la tendopoli dell’ex Italtel, sa indicarmi la strada?». «Sa dove si trova la sede del Com uno?». A otto giorni dal terremoto e dall’emergenza legata al recupero delle vittime e al crollo di edifici strategici come la prefettura e l’ospedale, la Protezione civile guidata da Bertolaso si trova ad affrontare un’altra difficile emergenza: quella della gestione di 106 tendopoli “ufficiali” e di decine di migliaia di sfollati da accudire e rifocillare per i prossimi mesi. Nel solo centro dell’Aquila - senza contare le frazioni più vicine come Paganica, Pile e Coppito - i cittadini in tenda sono più di seimila.
 La tendopoli più grande è senz’altro quella di piazza d’Armi, che attualmente ospita 4.500 sfollati. La più piccola alla stazione di Pile, nel piazzale Alenia, con 100 ospiti. Nel piazzale antistante la basilica di Collemaggio gli sfollati sono 240. Nella vicina Campo di Pile c’è poi il villaggio creato nel parcheggio del centro commerciale Globo, dove sono ospitate circa mille persone. Grandi ammassamenti si trovano anche al campo sportivo di Coppito, allo stadio del rugby Centi Colella e all’ex Italtel. Uscendo dalla città si trovano poi le grandi tendopoli delle frazioni, come quelle di Sassa Scalo (1.600 ospiti) e di San Vittorino (800). Ogni tendopoli afferisce a un Centro operativo misto (Com), il braccio della Protezione civile che consente ai sindaci di avere un contatto immediato con chi distribuisce e organizza gli aiuti. Una macchina ben funzionante, quella della Protezione civile, elogiata da tutti i sindaci e dagli amministratori pubblici. Meno funzionante la macchina di chi dovrebbe garantire un migliore flusso veicolare attraverso una puntuale segnaletica e la diffusione delle informazioni utili per le tante persone che vogliono riprendere una vita “normale”. A volte lo stesso linguaggio - come ad esempio «campo base» al posto di «tendopoli» - provoca equivoci tra la popolazione civile alla ricerca dei propri cari.
LA SEGNALETICA. Nessuna tendopoli è stata segnalata con i cartelli, e questa carenza provoca disagi importanti alla circolazione stradale. Sia per chi giunge dall’autostrada che per chi arriva all’Aquila dalla statale 17, cercare una tendopoli è davvero impresa ardua. Chiedere informazioni ai pur bravi volontari - siano essi militari dell’Esercito, vigili urbani o della Protezione civile - rischia di essere controproducente, in quanto non tutti conoscono bene i nomi delle vie e l’ubicazione delle tendopoli.
 Si procede dunque alla bene e meglio, fino a quando non si trova finalmente un aquilano che conosce bene il piazzale dell’Italtel a Pile, in piazza Sandro Pertini (dove ha sede un’altra importante tendopoli), o che con sicurezza permette di imboccare la strada per raggiungere il comando dei vigili urbani.
LE INFORMAZIONI. Ma anche gli abitanti delle tendopoli hanno bisogno di informazioni precise per ricostruire un documento anagrafico, per segnalare la propria condizione di sfollato o semplicemente per chiedere l’ospitalità in un albergo della costa. E qui gli sfollati scoprono l’esistenza della parola «Com», che sta appunto per Centro operativo misto che, come si diceva, è il braccio operativo della Protezione civile. Gli aquilani e quanti vivono in una delle 54 frazioni dell’Aquila sono suddivisi in ben quattro Com: il Com 1 L’Aquila, il Com 3 Pizzoli, il Com 4 Pianola e il Com 5 Paganica. Ebbene, il Com 1 ha sede in via Scarfoglio, nella sede dei vigili urbani, ma è inutile chiedere informazioni ai tanti bravi volontari che cercano di fluidificare il traffico lungo via della Croce Rossa o al Torrione: anche se la sede è a due passi, difficilmente qualcuno riuscirà a dare un’indicazione esatta. Almeno per il Com cittadino la segnaletica sarebbe d’obbligo.
LE TENDE NEI PAESI. Fuori dall’Aquila e dalle sue frazioni balzano agli occhi i numeri delle persone ospitate nelle tendopoli di Scoppito (1.400), Barisciano (1.150), Pizzoli (1.050), Rocca di Mezzo (1.000), Ocre (800) e Poggio Picenze (700).
 «La nostra tendopoli si era quasi svuotata, ma dopo la scossa di lunedì notte si è riempita nuovamente», spiega sconsolato il sindaco di Collepietro Mauro Colangeli. Nei centri montani è un elogio all’unisono quello che si leva nei confronti della Protezione civile: «Complimenti a Bertolaso e al nostro capo campo Aldo Vaia», dice Mauro Fattore, sindaco di Fagnano Alto. E Maria Pia Colagrande, primo cittadino di Villa Santa Lucia sfollata sulla costa, ci tiene a sottolineare: «Se l’intervento ha ritardato di un giorno è perchè non abbiamo insistito noi. I sindaci hanno capito che la Protezione civile doveva intervenire innanzitutto nei centri colpiti dai lutti».
- Luigi Di Fonzo