il Centro — 15 aprile 2009
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sezione: ALTRE
«Q uesta è lItalia che ci siamo guadagnati, con la disattenzione»: le parole del procuratore capo dellAquila Alfredo Rossini sono spietate ancora prima di una qualsiasi conclusione dellinchiesta per disastro colposo sui crolli del terremoto. Gli scandali dellospedale San Salvatore, inagibile malgrado sia stato inaugurato solo 9 anni fa, e della Casa dello studente, venuta giù provocando 11 vittime, sono in cima alla lista del fascicolo. «E uninchiesta che durerà un certo tempo», ammette il magistrato. La Procura ha formato un pool nella scuola della Finanza, avviato le perizie e come primi passi concreti ha sequestrato una parte delle macerie e acquisito i verbali della commissione dinchiesta parlamentare del 1996 sugli ospedali incompiuti. La beffa. Era presieduta, la commissione, dallattuale rettore Ferdinando Di Iorio e su Internet è rintracciabile un passaggio che dà un giudizio eloquente sul San Salvatore: Un impianto costruttivo irrazionale e obsoleto, i materiali impiegati sono di scarsa qualità. Un giudizio profetico, ma che sa anche di tragica beffa. Linchiesta, sottolinea Rossini, è a a tutto campo. Per ogni episodio si cerca di ricostruire la filiera esaminando lappalto, la scelta del materiale, i progettisti, il rispetto delle norme antisismiche, i collaudi sui lavori di palazzi come prefettura e Palazzo di giustizia, che, anche se nuovi o ristrutturati di recente, sono oggi lesionati. Nella lente dingrandimento vi sono anche eventuali responsabilità su mancati controlli di prevenzione, malgrado il lungo sciame sismico. Lagibilità. Sul caso ospedale - progettato tra gli anni Sessanta e Settanta, costruito in ventanni e attivato nel 2000 - fa da sfondo laltra vicenda legata allagibilità e allaccatastamento dellintera struttura. Lagibilità prima del terremoto era provvisoria, valida reparto per reparto, in attesa che le aree che erano state occupate per uso pubblico venissero registrate e passate alla Asl dallAgenzia del territorio. «Era ormai questione di giorni, a giugno la pratica si sarebbe definita», spiega il direttore generale Asl Roberto Marzetti . Nove anni dopo lapertura? «Laccatastamento è un fatto formale e burocratico», risponde il manager, «quando sono arrivato, ho affidato lincarico per risalire a tutti i proprietari delle particelle, un lavoro molto complesso; nel gennaio scorso ho firmato oltre 600 volture ed ora entro giugno ci sarà laccatastamento. Poi, poteva essere chiesta lagibilità complessiva, quella reparto per reparto già esiste, che a questo punto diventa però un fatto secondario visto lo stato della struttura». Nel 2000 tra gli artefici del trasferimento dellospedale nel nuovo San Salvatore vi fu lallora direttore generale Asl Paolo Menduni , che la Regione ha nominato di recente consulente dellAgenzia sanitaria regionale. «Menduni realizzò un sogno atteso ventanni allAquila con tutte le difficoltà burocratiche dellepoca, a cominciare dallagibilità provvisoria», ricorda Marzetti. Lattuale manager spiega che quello che conta è che lospedale abbia laccreditamento, anche se provvisorio, «come tutte le strutture pubbliche abruzzesi». «Laccreditamento definitivo, previsto nel 2007 con apposita legge, è stato sospeso dal commissario per la sanità Redigolo», continua, «comunque, lospedale è di proprietà della Asl e sulla base di questo avevamo avviato la pratica per lagibilità complessiva. Ogni unità operativa ha sempre avuto lagibilità per lo spazio proprio». La Asl sposta il suo interesse sulle modalità tecniche costruttive dellospedale e annuncia, come ha fatto il presidente della Regione Gianni Chiodi , di volersi costituire parte civile in un eventuale processo per disastro colposo. Il sindaco. Lo stesso Massimo Cialente va giù pesante e denuncia «gravissimi errori nellesecuzione dei lavori del San Salvatore». Cialente, che è anche medico ospedaliero, ricorda che al suo insediamento, due anni fa, la struttura non era ancora stata accatastata e che i lavori, iniziati negli anni 70, non erano terminati. «Si tratta di un cantiere in itinere, ma in questo caso, come negli altri, stiamo pagando pesantemente errori, anche piccoli, dovuti a una carenza di rigore nella costruzione degli edifici». «Il problema vero non è rappresentato dal fatto se sia stata o meno espletata la pratica dellaccatastamento o dellagibilità, il problema a monte è invece il modo in cui il lavoro è stato fatto, lesecuzione del manufatto». Cialente invita a riguardare i pilastri dellospedale («io li ho visti e non cera la staffatura, il ferro uscito fuori è tutto storto») e ricordando anche il cedimento della Casa dello studente, costruita negli anni 70, chiede un giro di vite sulle norme edilizie e maggiore responsabilità. Il procuratore capo sembra rispondergli, sia pure indirettamente: «In caso di violazioni che hanno determinato il crollo si possono ipotizzare delle responsabilità penali molto importanti nei confronti delle persone che hanno concorso a questo. Perché», continua, «come dice il presidente della Repubblica, cè una responsabilità diffusa: ma poiché quando sono responsabili tutti non paga nessuno, noi cercheremo di individuare le singole colpe». Le macerie. Nel frattempo in un capannone continuano ad essere ammucchiate macerie ed altro materiale dei palazzi crollati. «Vedremo se sarà necessario sequestrare aree», conclude il procuratore prima dellennesima riunione. E alla domanda su che cosa gli faccia più rabbia, risponde: «Tanta gente morta, non è solo il dolore, ma proprio la rabbia, perché poteva non essere morta».