ARCHIVIO il Centro dal 2003

Ortopedia, sfrattati i pazienti

 PENNE. Si registrano disagi per la chiusura del reparto di ortopedia dell’ospedale San Massimo di Penne. Il provvedimento è stato assunto venerdì dal direttore sanitario, Valerio Cortesi, per mancanza di personale medico nell’unità operativa. Ieri mattina, come era stato annunciato, i pazienti urgenti sono stati trasferiti in altri ospedali. Il caso, ad esempio, di una donna trasportata in ambulanza nella struttura di Ortona, perché né a Popoli né a Pescara c’erano posti disponibili per ricoverarla.
 Le radiografie, dopo la visita al pronto soccorso, le avevano accertato un infiammazione al menisco. «Sono i risultati della chiusura a tempo determinato del reparto di ortopedia», lamenta Franco Pasta, responsabile Cgil-Sanità del presidio. «Ci auguriamo che in tempi brevi, il manager della Asl Claudio D’Amario, invii un medico a Penne per consentire la riapertura del reparto. Come sindacato siamo fiduciosi, perché questa unità operativa è fondamentale per il presidio ospedaliero vestino».
 Il paradosso è stato raggiunto, tuttavia, per un altro disservizio che da alcuni giorni si registra al San Massimo e che riguarda l’emogasanalisi, la procedura per analizzare la quantità di ossigeno nel sangue. La macchinetta in dotazione a Penne è rotta. Ieri mattina, quindi, un’ambulanza è partita per Pescara con tre provette di sangue a bordo per farle analizzare. «È assurdo, la Regione ci chiede sacrifici e di razionalizzare la spesa sanitaria e per la mancanza di una macchinetta facilmente reperibile siamo costretti a mandare a Pescara un’ambulanza, senza considerare i costi. Peraltro», osserva Roberto Di Fabrizio, sindacalista della Cgil e caposala al pronto soccorso, «i referti non sono attendibili, perché l’esame del sangue, in questo caso, deve essere effettuato in tempi brevi». Il sindaco Donato Di Marcoberardino risponde intanto ai consiglieri socialisti e alla Cgil, per le critiche dopo la chiusura di Ortopedia. «Mi sono subito interessato, appena appresa la notizia della chiusura del reparto», sostiene il primo cittadino. «La Asl e l’ospedale non dipendono da me e non è possibile che ogni volta che accade qualcosa io venga subito chiamato in causa e accusato di non interessarmi delle vicende del nostro ospedale. Il San Massimo, come ribadito più volte dall’assessore regionale alla Sanità Lanfranco Venturoni non corre il pericolo di essere chiuso. Voglio chiarire ai cittadini che non ho nascosto nulla circa la reale situazione del nostro ospedale e costantemente ho colloqui e incontri con i vertici regionali e con i dirigenti della Asl».
Gilberto Petrucci

  • Articoli correlati - GIORNALI LOCALI GRUPPO ESPRESSO
  • il mattino di Padova

    Senza Titolo

  • il mattino di Padova

    Senza Titolo

  • il mattino di Padova

    Senza Titolo

  • + Altri risultati