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Chiuso il reparto di ortopedia di Penne

 PENNE. Da ieri, alle 14, è chiuso il reparto di ortopedia dell’ospedale San Massimo di Penne. La decisione è stata presa dal direttore sanitario del presidio, Valerio Cortesi, per problemi «tecnico-organizzativi», ossia per la mancanza di medici nell’unità operativa considerata fiore all’occhiello della struttura ospedaliera vestina. Un colpo a sorpresa che ha spiazzato i sindacati. Con il provvedimento sono stati sospesi i ricoveri programmati, mentre le urgenze saranno dirottate verso altri ospedali.
 Resta attivo solo il servizio di consulenza ambulatoriale (dalle 8 alle 14, nei giorni feriali) che verrà svolto dai due medici (D’Amario e Liberi) rimasti in servizio. Rientrerà solo lunedì, dopo una lunga malattia, il primario Antonio De Carolis, considerato un luminare nella chirurgia del piede. Dopo le rassicurazioni del manager della Asl di Pescara, Claudio D’Amario, che ha visitato alcuni giorni fa il San Massimo, oggi, la chiusura del reparto di ortopedia appare come una beffa. Attualmente, l’unità operativa ha 13 posti letto, più altri 5 sono stati previsti dal Piano sanitario regionale per la riabilitazione ortopedica. Il disinteressamento del sindaco Donato Di Marcoberardino (ieri, fuori città per impegni personali) e degli altri amministratori locali è stato condannato dai sindacati. «Né il sindaco di Penne né gli amministratori provinciali hanno mosso un dito, questa volta, per fermare la chiusura del reparto di ortopedia», accusa Franco Pasta, responsabile della Cgil-Sanità del presidio. «La decisione di chiudere Ortopedia è un atto grave, considerato il bacino di utenti che gravitano sull’ospedale di Penne. Chiediamo al manager D’Amario di darci un segnale chiaro, un segnale che consenta alla struttura sanitaria pennese di continuare a vivere dignitosamente». Il sindacalista, poi, chiede lumi sull’Endoscopia: «Attendiamo da mesi che venga riattivato il servizio a Penne. Ogni giorno dal nostro ospedale», rivela, «un’ambulanza con a bordo tre o quattro pazienti si dirige verso l’ospedale di Popoli per fare l’esame endoscopico. Assurdo». Il consigliere comunale Roberto Di Fabrizio attacca il sindaco: «Ci ha deluso, il primo cittadino ha nascosto alla cittadinanza la situazione reale in cui versa l’ospedale di Penne: è un episodio grave, si dimetta». L’ex assessore comunale alle Politiche sociali Fermio Di Norscia, socialista, annuncia battaglia: «Insieme ad altri operatori sanitari e cittadini costituiremo un comitato per salvare e potenziare l’ospedale di Penne, scenderemo in piazza per protestare». Il segretario provinciale della Fials e consigliere del Pd Gabriele Pasqualone annuncia: «Scriverò una lettera al prefetto Paolo Orrei, al manager della Asl D’Amario e all’assessore regionale alla Sanità Lanfranco Venturoni per chiedere la revoca dell’atto di chiusura del reparto di ortopedia, in quanto mette a rischio la salute pubblica. Denunceremo questo disservizio alla magistratura».
Gilberto Petrucci