SULMONA. Lhanno controllato palmo a palmo visitando tutti i reparti dellala vecchia. Oltre 12 ore in cui il nucleo antisofisticazione dei carabinieri insieme ai vigili sanitari e allufficio per la sicurezza della Asl hanno rigirato lospedale di Sulmona come un calzino, annotando tutte le anomalie e le carenze della struttura. A ordinare il blitz il capo della procura del tribunale di Sulmona, che vuole vederci chiaro e capire quali siano le reali condizioni in cui versa il presidio sanitario cittadino.
E alla fine dellispezione, che è andata avanti fino a tarda sera, i vigili sanitari della Asl hanno stilato una serie di prescrizioni che già da domani i vertici dellazienda sanitaria dovranno iniziare a mettere in cantiere.
Lavori di sistemazione degli impianti sia idraulici che elettrici, ma anche ladeguamento degli ambienti alle norme di sicurezza che, a detta degli ispettori, sarebbero state in qualche circostanza del tutto trascurate. Stessa relazione è stata fatta dai carabinieri del Nas, che con molta probabilità torneranno in ospedale anche domani mattina per ultimare i controlli.
Lordine impartito dal procuratore
De Siervo è stato preciso e indiscutibile: sapere in quale situazione versa lospedale, se i malati sono al sicuro e se vi siano eventuali responsabilità o negligenze nella gestione della struttura sanitaria. Lufficio inchieste del tribunale si è messo in moto dopo i recenti problemi sorti in ospedale: rottura dellimpianto di riscaldamento e conseguente pericolo di esplosione per la presenza di idrogeno nelle tubature; allagamento e infiltrazioni in alcuni reparti con un liquido maleodorante tra le proteste dei ricoverati che chiedevano di essere dimessi perché stanchi di respirare il cattivo odore.
Tuttavia la cosa che sembra destare maggiori preoccupazioni è un vecchio problema che è riemerso anche ieri nel corso del sopralluogo: non è chiaro se lala vecchia dellospedale abbia o meno lagibilità.
Non lhanno capito nè gli ispettori interni della Asl, né tantomeno il maresciallo dei Nas.
A sollevare il problema era stato il sindaco
Fabio Federico, che subito dopo la sua elezione, aveva minacciato di chiudere lala vecchia ala dellospedale proprio perché non era chiara la situazione sulla sicurezza sismica e sulla agibilità di quella parte dellospedale. Il sindaco aveva chiesto delucidazioni assicurazioni al settore preposto della Regione a cui spettava il compito di certificare la sicurezza dellospedale. Ma la risposta non è mai arrivata. Oggi toccherà fare chiarezza anche su questa situazione. E tutto mentre nelle casse del ministero della Salute ci sono 7 milioni di euro già stanziati per la messa a norma della vecchia ala dellospedale. Soldi che già sono disponibili e che nessuno sta facendo niente per farli arrivare.
Claudio Lattanzio