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Diffida al Cam: «Ridateci 780 mila euro»

  CELANO. Dieci giorni per restituire quasi 780 mila euro al Comune di Celano e permettere all’amministrazione attualmente guidata da un commissario di chiudere finalmente in ordine il bilancio dopo due anni di attesa. Questa la diffida inviata ieri dal direttore generale del Comune di Celano Cesidio Falcone, dal dirigente dell’Area tecnica Walter Specchia e dalla dirigente dell’Area amministrativa Daniela Di Censo al presidente del Consorzio acquedottistico marsicano (Cam) Gianfranco Tedeschi. Dieci giorni, dopodiché si passerà ai pignoramenti.  Secondo i tre alti dirigenti comunali, il contenzioso è sorto dal 2007, anno in cui la gestione del servizio idrico è passata al Cam, e la convenzione prevedeva che il Consorzio avrebbe rimborsato i mutui pagati per la realizzazione delle reti. La diffida a rimborsare entro dieci giorni il Comune di Celano è stata inviata per conoscenza anche al commissario dell’Ato 2 Marsicano Stefania Valeri , al presidente della Regione Gianni Chiodi , all’assessore regionale ai Lavori pubblici Angelo Di Paolo , al prefetto Aurelio Cozzani e al commissario del Comune di Celano Mauro Passerotti . L’ACCUSA DEL COMUNE. I tre dirigenti spiegano che il Cam ad oggi non ha versato ancora nulla di quanto dovuto dal 2007: fatto gravissimo, visto che la società pubblica, dall’anno in cui ha preso la gestione dell’acqua di Celano, ha preso anche i ruoli degli utenti. «Abbiamo inviato un secondo sollecito, dove chiediamo al Consorzio acquedottistico di corrisponderci i soldi che ci devono», spiega il direttore generale del Comune Cesidio Falcone . «Nella nostra lettera invitiamo il Cam a provvedere entro dieci giorni al pagamento della somma complessiva, altrimenti ci troveremo costretti ad attivare tutte le procedure per il recupero coatto delle somme dovute».  Dal Comune di Celano ricordano inoltre l’importante sorgente dei Santi Martiri che hanno affidato al Consorzio acquedottistico, «una risorsa che, oltre a rispondere al fabbisogno della città, potrebbe anche essere utilizzata per altre zone della Marsica». Dal Comune infine fanno sapere che questa somma è necessaria, in quanto ci si sta apprestando a chiudere il bilancio, e questo non può esser fatto senza che il Cam abbia provveduto a sanare il debito. «Ci rendiamo disponibili verso tutti gli enti e organi istituzionali ai quali abbiamo inviato il documento a fornire ulteriori e più dettagliate notizia», conclude Falcone. CAM AL CONTRATTACCO. «Innanzitutto il Cam spa deve, per convenzione sottoscritta con l’Ato, rimborsare i mutui successivamente al pagamento degli stessi, che restano a carico del Comune», replica il presidente Gianfranco Tedeschi . «Solo dopo la scadenza, il gestore provvede al rimborso su precisa indicazione dell’Ato». Secondo i calcoli fatti dal Cam, però, al Comune di Celano spetterebbero 271 mila 347 euro dei mutui dell’anno 2008, in quanto i mutui del 2007 pari a 255 mila euro risultano rimborsati mentre i 340 mila euro dei mutui del 2009 non sono ancora scaduti, «e quindi non sono oggetto di richiesta o sollecito». Ma qui viene il bello, nel senso che è lo stesso presidente Tedeschi a rilevare che «avendo il Cam problemi di liquidità riconducibili a maggiori costi energetici (oltre 7 milioni di euro per il 2008) e crediti non riscossi che provengono prevalentemente dalle passate gestioni, si provvederà, contestualmente alle disponibilità, a regolarizzare la posizione ad oggi maturata per complessivi 271 mila 347 euro». La parola torna ai dirigenti comunali, e viste le gravi condizioni economiche del Cam, si fa sempre più serio lo spettro di un aumento delle tariffe dell’acqua.