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Penne, la maggioranza traballa

 PENNE. Il momento più difficile per l’amministrazione comunale del sindaco Donato Di Marcoberardino, da mercoledì iscritto ufficialmente al Partito democratico. La maggioranza politica di centrosinistra, che guida il governo cittadino dal maggio 2006, è in piena crisi: Sinistra democratica, Italia dei Valori e Sdi chiedono una inversione di marcia all’amministrazione pennese. Dura l’opposizione: «Crepe troppo grandi per continuare ad amministrare, diamo la parola ai cittadini»
 Per lunedì è stato convocato un vertice politico con i partiti di maggioranza in cui dovrà essere definito il futuro della coalizione di governo: finora si è parlato di rimpasto in giunta, ma non si escludono colpi di scena. Intanto, i gruppi politici hanno iniziato le consultazioni.
 Giovedì sera, il gruppo consiliare di Sinistra democratica si è riunito ed ha sintetizzato in un documento le richieste che invierà al sindaco. «Ci sono tante cose che non vanno», osserva Guglielmo Di Paolo, capogruppo di Sd. «Il sindaco deve darci risposte chiare: dopo 31 mesi di amministrazione abbiamo fatto molto poco, a partire dai conti comunali».
 A far traboccare il vaso, dopo i noti problemi finanziari che hanno messo in ginocchio l’ente, ci sono le inchieste penali che interessano il Comune: urbanistica e concorsi; atti e delibere sono sotto la lente della Procura di Pescara che vuole accertare se ci siano irregolarità.
 «Stiamo valutando insieme ai nostri amici quale strada intraprendere; certamente occorre dare uno scossone per cambiare l’andamento politico ed amministrativo del Comune», sostiene l’assessore ai Lavori pubblici, Luigi D’Angelo, dirigente dell’Idv. «Nelle prossime ore decideremo quali azioni intraprendere». Il sindaco Donato Di Marcoberardino, più volte cercato al telefono, non è reperibile.
L’aria che si respira nell’antico convento dei domenicani, oggi sede del municipio di Penne, è tesa.
 Cosa annuncerà il sindaco ai partiti di maggioranza? Sicuramente comunicherà un piano amministrativo per uscire dalla crisi che potrebbe concretizzarsi attraverso un rimpasto di giunta. Lo chiede, ad esempio, il Pd.
 «Per rialzare questa amministrazione non escludiamo un rimpasto nell’esecutivo», ha detto il segretario cittadino del Pd, Renato Giancaterino, ex Ds. A sostenere la linea del partito ci sono anche gli ex margheritini; l’ex sindaco Paolo Fornarola, durante l’ultima riunione del direttivo ha dato la propria disponibilità a collaborare per consentire all’amministrazione di tornare compatta.
 Critica l’opposizione. Il dirigente di An-Pdl Camillo Savini è drastico: «Non c’è più maggioranza, meglio tornare al voto».
Gilberto Petrucci