10 gennaio 2009 —
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sezione: Cronaca
PENNE. Il momento più difficile per lamministrazione comunale del sindaco Donato Di Marcoberardino, da mercoledì iscritto ufficialmente al Partito democratico. La maggioranza politica di centrosinistra, che guida il governo cittadino dal maggio 2006, è in piena crisi: Sinistra democratica, Italia dei Valori e Sdi chiedono una inversione di marcia allamministrazione pennese. Dura lopposizione: «Crepe troppo grandi per continuare ad amministrare, diamo la parola ai cittadini»
Per lunedì è stato convocato un vertice politico con i partiti di maggioranza in cui dovrà essere definito il futuro della coalizione di governo: finora si è parlato di rimpasto in giunta, ma non si escludono colpi di scena. Intanto, i gruppi politici hanno iniziato le consultazioni.
Giovedì sera, il gruppo consiliare di Sinistra democratica si è riunito ed ha sintetizzato in un documento le richieste che invierà al sindaco. «Ci sono tante cose che non vanno», osserva
Guglielmo Di Paolo, capogruppo di Sd. «Il sindaco deve darci risposte chiare: dopo 31 mesi di amministrazione abbiamo fatto molto poco, a partire dai conti comunali».
A far traboccare il vaso, dopo i noti problemi finanziari che hanno messo in ginocchio lente, ci sono le inchieste penali che interessano il Comune: urbanistica e concorsi; atti e delibere sono sotto la lente della Procura di Pescara che vuole accertare se ci siano irregolarità.
«Stiamo valutando insieme ai nostri amici quale strada intraprendere; certamente occorre dare uno scossone per cambiare landamento politico ed amministrativo del Comune», sostiene lassessore ai Lavori pubblici,
Luigi DAngelo, dirigente dellIdv. «Nelle prossime ore decideremo quali azioni intraprendere». Il sindaco
Donato Di Marcoberardino, più volte cercato al telefono, non è reperibile.
Laria che si respira nellantico convento dei domenicani, oggi sede del municipio di Penne, è tesa.
Cosa annuncerà il sindaco ai partiti di maggioranza? Sicuramente comunicherà un piano amministrativo per uscire dalla crisi che potrebbe concretizzarsi attraverso un rimpasto di giunta. Lo chiede, ad esempio, il Pd.
«Per rialzare questa amministrazione non escludiamo un rimpasto nellesecutivo», ha detto il segretario cittadino del Pd,
Renato Giancaterino, ex Ds. A sostenere la linea del partito ci sono anche gli ex margheritini; lex sindaco
Paolo Fornarola, durante lultima riunione del direttivo ha dato la propria disponibilità a collaborare per consentire allamministrazione di tornare compatta.
Critica lopposizione. Il dirigente di An-Pdl
Camillo Savini è drastico: «Non cè più maggioranza, meglio tornare al voto».
Gilberto Petrucci