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Comune, cresce il costo della politica


 L’AQUILA. Tagli ai costi della politica. La “direttiva” c’è e a sentir parlare i gruppi consiliari, tutti - nessuno escluso - parlano di ridurre la spesa. Ma i costi restano alti ed anzi nel 2008 questa voce di spesa risulta cresciuta di 40 mila euro rispetto allo scorso anno. E spulciando tra i conti del Comune (in particolare quelli relativi alle commissioni) è possibile trovare alcuni dati “curiosi”.
 Impossibile a palazzo Margherita eseguire notifiche senza ricorrere all’utilizzo dei messi. Alcuni consiglieri d’opposizione si sono infatti opposti alla scelta di diversificare le notifiche che così continuano a costare 14 euro l’una. Una cifra enorme tanto che per le sole commissioni in un anno le uscite superano i 70 mila euro (complessivamente la somma spesa supera i 110 mila euro). Notifiche per le quali sarebbe stato possibile risparmiare almeno 100 mila euro all’anno (affermano al Comune) se fosse stata accettato la proposta - lanciata dalla presidenza del consiglio - di dotare ogni consigliere di un fax. Il tutto “in comodato d’uso”, fino alla fine della consigliatura, al costo di circa 2.000 euro all’anno. Ma la proposta è stata bocciata da chi evidentemente vuol restare “fedele” ai vecchi ma - a quanto pare - fin troppo costosi sistemi di notifica delle riunioni. Salvo poi avventurarsi in aula in ripetute “requisitorie” contro gli sprechi.
 E restando in tema di costi, tra consiglio e giunta, la spesa va oltre il milione di euro. A pesare sui costi delle commissioni è anche la nutrita presenza dei consiglieri “monogruppo” che hanno diritto a partecipare a tutte le commissioni. Va, comunque, ricordato che il totale dei gettoni non può superare la soglia di un terzo degli emolumenti percepiti dal sindaco. Così può capitare di assistere a fine mese a riunioni meno “partecipate”.
 Costi che sarà necessario ridurre, magari con il ricorso a un pizzico di “buon senso”. Intanto gli uffici comunali stanno eseguendo alcune verifiche sulla lievitazione delle spese per le utenze. Seicentomila euro in più rispetto al 2007 per luce, gas e telefoni. Tra le curiosità spiccano bollette Enel di 5-6 mila euro per una serra che il Comune sostiene di non avere.
 Conti da ritoccare, tanto più dopo il taglio di un milione e 600 mila euro ai trasferimenti dello Stato. Ma intanto l’assestamento del bilancio arriva oggi in aula con il parere negativo dei revisori dei conti. «Una vera e propria censura» commenta Enzo Lombardi, presidente della commissione di garanzia. «Nel mirino i 300 mila euro destinati al Centro turistico, prelevati dall’avanzo di amministrazione che va invece destinato ai debiti fuori bilancio». Per Lombardi «la censura riguarda anche l’incremento della spesa per l’Asm in assenza ancora del contratto di servizio. Aziende» afferma «al tracollo, come pure devastato è il bilancio comunale». Cose di cui si occuperà anche la sua commissione.
- Marina Marinucci

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