15 novembre 2008 —
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sezione: Regione
LANCIANO. Pianella, Chieti, Lanciano. E il tour in provincia di Chieti di Antonio Di Pietro presidente dellItalia dei valori che da giorni percorre in lungo e in largo lAbruzzo a sostegno di carlo Costantini, candidato presidente alla Regione del centrosinistra. Ieri, dopo la visita a Pianella, Di Pietro è stato nel capolugo teatino e poi nel pomeriiggio, attesissimo, a Lanciano.
Comitato presidiato da un drappello di sostenitori e dai due candidati teatini al consiglio regionale,
Bassam El Zohbi e Irma Castelnuovo. Poi incontra gli agricoltori riuniti in piazza Vico per una manifestazione indetta dalla Cia, prima di salire sul palco di piazza Valignani per il secondo comizio della giornata cominciato a mezzogiorno in punto.
Trova persino il tempo di intervenire nel raduno della Confederazione italiana agricoltori alla Camera di commercio, assieme al senatore
Alfonso Mascitelli che lo segue in tutto il suo itinerario abruzzese.
«Me ne dicono di tutti i colori», confessa Di Pietro alla platea della Camera di commercio, «e quando proprio vogliono offendermi mi chiamano poliziotto o contadino, senza sapere quanto vado orgoglioso di queste mie origini». Un contatto caloroso quello con gli agricoltori, che protestano contro i tagli della finanziaria e reclamano un minimo di attenzione a tutti i candidati governatori della Regione, che parlano di tutto ma mai delle prospettive incerte del settore produttivo primario.
In Abruzzo, Di Pietro ha trovato un clima di sfiducia. «
Carlo Costantini» dice indicando laspirante governatore dellAbruzzo come lunica possibilità di rottura rispetto alla classe dirigente del passato, «deve fare proprio questo: ricostruire la credibilità e soprattutto le risorse per lAbruzzo perché sono state sprecate, depredate e utilizzate male. Costantini e tutta la sua squadra devono abitare in una casa di vetro».
Lanciano Nel capoluogo frentano di Pietro è arrivato nel pomeriggio, prima di entrare nella sala gremita dellhotel Excelsior, il presidnete dellIdv è intervenuto in sotegno del candidato
Giovanni Ferrini, si è intrattenuto, per una ventina di minuti fitti di domande e risposte, con un gruppo di maestre del terzo circolo didattico di Lanciano. «Lincontro labbiamo voluto fortemente», ha spiegato una di loro,
Edda Scatozza, «gli abbiamo mandato une-mail e abbiamo espressamente chiesto un suo parere sul da farsi, su come muoverci in modo lecito, ma dimpatto in nome della protesta alla legge Gelmini».
«La strada è tutta in salita», ha spiegato Di Pietro, «non è facile portare avanti dei referendum, soprattutto del tipo abrogativo, perché cè bisogno di togliere parole lasciando comunque frasi minime e immediatamente percepibili che riguardino la questione del maestro unico. Ma abbiamo tutto il tempo, fino al 30 settembre», ha aggiunto, «una commissione di esperti e costituzionalisti sta già lavorando al progetto, che tuttavia non avrà il cappello politico dellItalia dei Valori e del Pd perché la scuola pubblica riguarda tutti. Inizieremo a raccogliere le firme già da gennaio e prima di Natale verrà depositato il quesito referendario, a primavera ci sarà il grosso del lavoro per la raccolta di firme».
Intanto alle maestre lex ministro delle Infrastrutture ha già dato un nome e numero di riferimento per tenersi aggiornate sulla protesta che «va tenuta alta, deve diventare politica. E una di voi», ha detto Di Pietro, «è un preside e sindaco di Campomarino, si chiama
Anita Di Giuseppe, andatela a trovare qualche domenica». Intanto la sala congressi si è riempita fino allorlo.
«Di fronte allo tsunami abruzzese», ha esordito Di Pietro, «mi sento come un naufrago in mezzo al mare, ma è il momento di nuotare, non si ha tempo per rassegnarsi. E un dovere civico dei cittadini abruzzesi andare a votare, e la prima vittoria è proprio quella di aver preteso il certificato penale accanto a quello elettorale».
(cr.re.)