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«L’accorpamento danneggia l’ospedale»

 PESCARA. Non recede e come aveva annunciato con dovuto anticipo, il primario dell’unità operativa di Ortopedia, Antonio De Carolis, ha bloccato le operazioni chirurgiche programmate, come conseguenza dell’accorpamento del suo reparto con quello di Otorino, stabilito a partire dal primo ottobre dalla direzione sanitaria dell’ospedale San Massimo per far fronte a ristrettezze economiche e carenza di personale. Niente interventi sino a quando il provvedimento non verrà revocato.
 Sulla situazione di stallo seguita alla decisione del dirigente medico - determinata dalla necessità di evitare rischi infettivi da contatto con malati ai pazienti operati e dunque maggiormente esposti - è intervenuta la Fials, il sindaco autonomo della sanità, rappresentato da Gabriele Pasqualone. Il sindacalista invita il direttore sanitario dell’ospedale pennese, Valerio Cortesi, a ritirare al più presto il provvedimento di accorpamento dei due reparti.
 «Otorino e Ortopedia sono i due reparti che hanno piena funzionalità nell’ospedale San Massimo», sostiene Pasqualone. «La scelta di accorpare Otorino ad Ortopedia è sicuramente sbagliata sotto l’aspetto sanitario, poiché ricoverare in un unico reparto due tipologie di pazienti, con problematiche differenti, contravviene alle più comuni ed elementari norme di igiene, aumentando così il rischio di infezioni chirurgiche», incalza Pasqualone.
 Secondo il sindacato Fials inoltre, il problema dello stop alle operazioni non può che ripercuotersi negativamente sugli utenti e l’ospedale in generale: «Il blocco degli interventi chirurgici programmati», spiega il sindacalista, «inevitabilmente allungherà i tempi di attesa per i pazienti che devono sottoporsi ad un intervento e, di conseguenza, oltre all’evidente disagio per i cittadini dell’area vestina, l’immagine del presidio ospedaliero di Penne verrà ancora una volta compromesso».
 Pasquale, infermiere professionale del San Massimo e consigliere comunale del Partito democratico, è categorico: «Il direttore sanitario deve rimodulare il provvedimento, in quanto i due reparti, ingiustamente accorpati, sono fondamentali per il prestigio dell’ospedale di Penne, perché bisogna considerare, tra l’altro, che nell’unità di Ortopedia opera il dottor Antonio De Carolis, indicato da esperti e pazienti come uno dei migliori specialisti dell’ortopedia del piede che abbiamo in Abruzzo e in Italia».
Gilberto Petrucci