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Questione morale, i dipietristi stroncano il Pd


 PESCARA. «Gli esponenti abruzzesi del Pd parlano solo tra di loro ed eludono la questione principale, per la quale siamo alle elezioni regionali anticipate, ossia la questione morale. L’Abruzzo ha bisogno di persone che non rubino più». Altro che alleanza e primarie di coalizione di centrosinistra per scegliere il candidato presidente della Regione. I dipietristi passano all’attacco e lo fanno nel loro stile polemico e senza mezzi termini. A sottolineare la distanza abissale tra Pd e Idv, è Carlo Costantini parlamentare dell’Italia dei valori, che martedì sera con il senatore Alfonso Mascitelli ha avuto un lungo colloquio con il leader del partito, Antonio Di Pietro.
 A lui hanno riferito «nei minimi dettagli» cosa accade in Abruzzo e nel Pd. Carlo Costantini ieri mattina ha appena saputo dell’esito dell’esecutivo del Partito democratico e di un documento dove si parla di tutto, tranne che «della questione morale». «Non una analisi sulle responsabilità della politica, sulle nomine sbagliate, sugli errori commessi, sulla questione morale. Di tutto questo non c’è niente», scandisce Costantini, «forse non sanno o non vogliono sapere che in Abruzzo è accaduto che ci sono stati degli arresti che hanno compromesso non solo la funzionalità della Regione ma che hanno riflessi drammatici sull’intero Abruzzo». L’Italia dei valori non sa che farsene anche dell’appello dei vertici del Pd a costruire una coalizione e far decidere il candidato presidente dai cittadini con le elezioni primarie. Costantini replica con una tale foga da sconfinare nell’ira. «Vogliono le primarie ma su che cosa? Su che?», si arrabbia il deputato dell’Idv, «non c’è un’analisi della segretaria politica del Pd su quello che è accaduto, c’è lo zero assoluto. Si parlano tra loro, pensano che tutto si svolga all’interno della loro sezione. Non affrontano i problemi veri della società, delle famiglie che non arrivano a fine mese, dei giovani che non trovano posti di lavoro, delle imprese che soffrono. Il Pd abruzzese», sferza Costantini, «ha perso il senso del tempo e dello spazio, invece siamo in Abruzzo nel mese di settembre e nell’anno 2008, dove la Regione non ha soldi per pagare gli stipendi».
 Il crescendo critico di Costantini non si placa nemmeno di fronte alle assicurazioni del Pd abruzzese di tener conto della questione morale, di arginare in qualche modo l’ingresso nelle liste di candidati indagati o sotto inchiesta.
 «Non è una loro concessione sbarrare la candidatura a politici indagati», replica, «noi diciamo che c’è bisogno di una classe dirigente che non abbia problemi con la giustizia. A questo punto andate da soli. Le primarie non ci interessano, si fanno quando c’è accordo sul programmma ma non sui leader, ma qui non c’è nessun programma. L’Italia dei valori non parteciperà a nessun tavolo. Noi per ora andremo per la nostra strada stiamo componendo le liste dell’Idv e discutendo con delle liste civiche».
 Di Pietro però prima di tagliare tutti i ponti con il Pd ha chiesto a Costantini e Mascitelli un periodo di riflessione di una settimana. «Faremo altri incontri di partito, poi il 12 settembre lo stesso presidente Di Pietro durante l’apertura della nostra festa nazionale che si terrà a Vasto, dirà la scelta definitiva che sarà fatta».
- Maurizio Piccinino