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Elezioni, Di Pietro pronto a correre da solo


 PESCARA «Siamo pronti a presentarci da soli alle elezioni regionali del prossimo autunno. Non vedo segnali di reale cambiamento provenire dal Pd». Carlo Costantini, parlamentare dell’Italia dei valori, rompe il silenzio e sulle candidature lancia l’attacco al Pd. Un mossa che era stata annunciata dal leader dell’Idv, Antonio Di Pietro.
 Per l’ex pm, infatti, l’Abruzzo sarà un laboratorio politico e ce ne sono tutti gli ingredienti: una giunta regionale di centrosinistra decapitata da un’inchiesta giudiziaria, una procura della Repubblica che fa sapere che molta altra parte del malaffare nelle cose della sanità abruzzese deve essere ancora sconfitto; e, ancora, un Partito democratico disorientato mentre il suo uomo oggi più rappresentativo, Enrico Paolini, presidente vicario della giunta regionale non fa misteri nel ribadire che l’alleato del Pd è l’Italia dei valori, «servono persone serie, oneste e concrete», ha sottolineato Paolini ieri a Il Centro, riferendosi all’alleato Idv.
 Così l’occasione di una candidatura a governatore regionale a Di Pietro appare propizia non solo elettoralmente con l’Idv abruzzese dato in crescita ma anche come immagine nazionale. A fine novembre i risultati del test elettorale dell’Abruzzo avranno un suo peso nello scacchiere politico italiano e, almeno nel centrosinistra, un peso.
 Che Di Pietro sia pronto a prendere una leadership istituzionale e politica in Abruzzo e a correre da solo lo ricordano i giornali nazionali con Repubblica e il Foglio di Giuliano Ferrara. Di Pietro ha lanciato segnali espliciti del suo interessamento, mentre l’ufficialità arriverà all’inizio di settembre in occasione della Festa nazionale dell’Italia dei Valori che terrà a Vasto.
 Ieri i suoi dirigenti abruzzesi, Costantini e il senatore Alfonso Mascitelli hanno fatto il punto anche sulla coalizione, punzecchiando il Pd.
 «La forza di maggioranza relativa all’interno della coalizione di centrosinistra», osserva con disappunto Costantini, «appare ancora arroccata nelle vecchie logiche fatte di guerre di nomi e corse alle poltrone». «Ad ogni modo», fa sapere l’esponente dell’Idv, «stiamo già lavorando alla presentazione di liste civiche e anche quelle del nostro partito saranno aperte a simpatizzanti ed esponenti di altri partiti e della società civile. Molte personalità di rilievo sono pronte a condividere il nostro progetto».
 Costantini preferisce non fare nomi, «per correttezza e per evitare di bruciarli» ma traccia un vago identikit dei potenziali compagni di viaggio nella corsa al consiglio regionale: «Persone provenienti dall’imprenditoria, dalle università, dal mondo sindacale, dall’associazionismo. In Abruzzo ci sono tante valide energie desiderose di contribuire al rinnovamento e al rilancio della regione».
 Il parlamentare abruzzese lascia comunque aperta una porta a quelli che, fino a qualche settimana fa, erano gli alleati dell’Italia dei valori. «Se poi anche gli altri partiti mostreranno lo stesso coraggio, percorrendo la strada di un profondo cambiamento sia a livello di persone che di programmi, sarà naturale incrociare le nostre strade», dice, «ma basta con le alleanze a tavolino nel chiuso delle stanze, sono queste le logiche che hanno portato alla rovina della nostra regione».
 Su un possibile allargamento della coalizione da Pd, Italia dei valori fino all’Udc di Casini, Costantini è solo possibilista. «Noi non abbiamo problemi a confrontarci, ma dopo anni di disastri culminati con lo scandalo della sanità è molto difficile e il problema alleanze diventa davvero secondario. Se si allineeranno sulla rotta del nuovo bene, altrimenti non temiamo di proseguire per conto nostro».
 Il senatore Alfonso Mascitelli, che è anche coordinatore dell’Idv è meno drastico e spera ancora in un Pd disponibile a raccogliere le indicazioni di Di Pietro, come l’esclusione dalle liste di chiunque abbia procedimenti giudiziari in corso, per reati contro la pubblica amministrazione.
 «Se il Pd darà forti segnali di discontinuità», dice, «con il passato io penso che sia possibile ricreare le condizioni per ricompattare lo schieramento». Ma pone anche una serie di paletti. «Basta con i totonomine e guai a trattarci come accaduto durante il passato governo regionale, quando contribuimmo alla vittoria ma ci misero nel sottoscala», rimarca, «inoltre occorrono atti di responsabilità e in tal senso un segnale sarebbe la rinuncia alla scelta del candidato presidente».
 Per Mascitelli, poi, togliere dalle liste le persone indagate, «è il minimo che ci si possa aspettare dagli alleati, insieme a una seria autocritica e all’individuazione di un candidato presidente del tutto estraneo alla passata legislatura».
- Maurizio Piccinino