SULMONA. E di nuovo allarme per lospedale di Sulmona. Il sindaco potrebbe ordinare la chiusura della vecchia ala, con il conseguente trasferimento di pazienti e macchinari nella parte nuova dellospedale.
A dare lannuncio è stato lo stesso primo cittadino nel corso dellincontro che ha avuto ieri mattina con i primari e i medici della struttura sanitaria.
«Se entro venerdì non arriverà la proroga di agibilità da parte della commissione regionale», avverte
Fabio Federico, «sabato sarò costretto a chiudere la parte vecchia dellospedale: ci sono bambini e malati e non posso rischiare la loro incolumità».
E la prima richiesta avanzata dal sindaco ai medici è stata quella di far fronte comune per affrontare nel miglior modo possibile leventuale emergenza che potrebbe mettere in ginocchio la sanità locale (da due anni viene prorogata lagibilità della vecchia ala dellospedale).
«Dobbiamo riuscire a garantire gli stessi livelli di qualità e di assistenza», sottolinea Federico, «in attesa che si arrivi a trovare una soluzione definitiva alla probabile emergenza».
A far precipitare la situazione è stata limprovvisa visita a Palazzo san Francesco del direttore generale della Asl Avezzano-Sulmona,
Giancarlo Moroni, e del direttore sanitario
Edoardo Romoli. Oltre quattro ore chiusi nellufficio del sindaco a parlare dellospedale e delle iniziative da portare avanti per fronteggiare lemergenza.
La nuova ala non sarebbe in grado di ospitare malati e attrezzature dei reparti che arriverebbero dalla vecchia ala.
A disposizione ci sono solamente 30 posti letto, assolutamente insufficienti per coprire le necessità delle divisioni in odore di trasloco. Il direttore generale ha prospettato lipotesi di poter risolvere ogni problema utilizzando la struttura in costruzione a poche decine di metri dallospedale. Magari acquistandola in attesa della completa ristrutturazione della vecchia ala. Ma per far questo sono necessari fondi che attualmente la Asl non ha a disposizione.
Secondo Moroni il problema può essere superato e risolto se si riuscisse a sbloccare i sette milioni di euro destinati allospedale di Sulmona, attualmente fermi nelle casse del ministero della Sanità.
«Ho già chiesto un incontro al ministro Sacconi», prosegue Federico, «con il quale conto di vedermi già dalla prossima settimana. Di certo faremo tutto quanto nelle nostre possibilità per sbloccare i finanziamenti, con i quali contiamo di poter avviare un percorso virtuoso che riporti il nostro ospedale ad essere un punto di riferimento della sanità regionale, come lo è sempre stato».
Nel frattempo i medici e i primari che erano in odor di sciopero, si sono impegnati a sospendere almeno per il momento lo stato di agitazione. Dal direttore generale è infatti arrivata la promessa che il problema dei reparti senza primario sarà risolto con lavanzamento di grado funzionale dei medici che attualmente garantiscono di fatto questo ruolo.
Claudio Lattanzio