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Giulianova, l’ospedale non merita questa fine

 Signor presidente Ottaviano Del Turco, signor assessore Bernardo Mazzocca e signor direttore generale della Asl Mario Molinari, il riordino di tutta la sanità regionale, la razionalizzazione delle strutture e dei servizi, il ripiano del deficit sanitario prodotto dalla precedente giunta regionale sono atti, che, sebbene impopolari, sono stati e sono da noi condivisi in quanto necessari per far ripartire il sistema sanitario regionale.
 In questa occasione confermiamo tutta la nostra stima ed appoggio per l’opera di risanamento intrapresa dalla Regione con determinazione dopo anni di sprechi incontrollati e favori clientelari ascrivibili, soprattutto, ai passati governi di centro-destra.
 Detto questo, dobbiamo però sottolineare il nostro disaccordo rispetto a come le scelte condivise vengono poi attuate a livello territoriale.
 Il direttore generale della Asl di Teramo ha disposto la chiusura di due reparti vitali dell’Ospedale di Giulianova quali il Punto Nascita, Ostetricia-Ginecologia e Pediatria già a partire dal 1 giugno 2008 disponendo la trasformazione delle strutture in servizio nelle medesime discipline.
 L’atto dispositivo non precisa quando e come attiverà i nuovi servizi, ma soprattutto manca qualsiasi riferimento al Centro Regionale di Chirurgia della spalla, ai 32 posti letto per la riabilitazione, al servizio aziendale di artroscopia, che pure il direttore generale si era impegnato a realizzare nell’ospedale di Giulianova con comunicazione del 24 gennaio 2008.
 Tutto questo senza una campagna informativa agli utenti ed ai cittadini.
 Il sindaco ha più volte sollecitato nelle ultime settimane un incontro per definire tali aspetti con il direttore generale, che non è mai stato concesso.
 Come a tutt’oggi nulla sappiamo sui 20 posti (circa) promessi dalla Regione nell’apposita Commissione per l’Alta Riabilitazione e nulla sappiamo sull’Utap collocata a Giulianova con delibera del direttore generale del 2007 ed ancora, nulla sappiamo dell’utilizzo dei 15 milioni di euro destinati alla ristrutturazione del Presidio Ospedaliero.
 Cosa dobbiamo dire ai cittadini? Cosa dobbiamo dire alle mamme che devono partorire dopo il 1º giugno? E alle donne che avevano programmato un intervento?
 Quale programmazione prevedete di fare per il nostro Ospedale, con quali orari, con quali prestazioni? E con l’avvento dell’estate ed il conseguente aumento della popolazione infantile quali servizi dovranno essere approntati per un efficace intervento a tutela dei minori?
 Sono risposte che un sindaco deve dare ai suoi cittadini. Per questo, in assenza di una seria programmazione di queste trasformazioni, tutti gli sforzi di risanamento rischiano di restare vanificati dall’incapacità a governare il cambiamento concreto.
 Per questo, mi rivolgo a Lei, presidente, a Lei, assessore, a Lei, direttore: ci avete chiesto sacrifici, avete chiesto ai nostri cittadini di comprendere questa situazione difficile, a noi amministratori di dare un contributo al risanamento, ma quando viene il momento di dare le risposte, di mantenere gli impegni da voi presi, tutto diventa più difficile e più aleatorio.
 Invece della vecchia sanità sprecona ed inefficiente, ma comunque generosa, i cittadini di Giulianova possono aspirare almeno ad avere un ospedale con meno servizi, ma con maggiore qualità ed eccellenza nei reparti, come ci avete sempre promesso? O dobbiamo rassegnarci al fatto che dell’improvvisazione dobbiamo sempre farne noi le spese?
 Spero in una Vostra risposta puntuale sulla base di una seria programmazione di ciò che avverrà dopo il 1º giugno nel nostro ospedale e quali conseguenze dovranno subire i nostri cittadini.
 Vi ringrazio, sperando in una immediata risposta.
*(sindaco di Giulianova)