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L’ultimo saluto al maestro oggi a Pietrasanta

Il mondo della cultura e della politica, il mondo popolare (a cui forse si sentiva più vicino), darà oggi l’ultimo saluto a Pietro Cascella, lo scultore pescarese morto domenica a Pietrasanta (in provincia di Lucca) all’eta di 87 anni.
 Ieri una grande folla ha reso omaggio alla camera ardente, allestita nella sacrestia del complesso di Sant’Agostino, a Pietrasanta, la cittadina versiliese degli artisti dove il maestro abruzzese abitava da tempo.
 I funerali si terranno oggi pomeriggio alle 15 nel Duomo di Pietrasanta.
 Dalla sua città arriveranno parenti e amici, il gonfalone, il sindaco Luciano D’Alfonso, gli assessori alla Cultura del Comune, Paola Marchegiani, e della Provincia, Paolo Fornarola e naturalmente Silvano Console e Gianluca Stuard, autori del video «Uè Vitello’», un omaggio a Pescara che vede proprio l’artista scomparso protagonista.
 Il consiglio comunale, riunitosi ieri per la prima volta dopo le elezioni del 13 e 14 aprile, è stato aperto con un minuto di raccoglimento in onore del maestro. E proprio nel consiglio comunale ha rischiato di finire una lista, capitanata da Silvano Console, che alla sua Nave si ispirava nel nome.
 Difficile prevedere la presenza del premier che a Cascella era legatissimo, ma domenica Silvio Berlusconi è stato tra i primi a inviare il proprio commosso ricordo alle agenzie: «Per me è la perdita di uno straordinario amico che ricorderò sempre attraverso la testimonianza delle sue opere». Più probabile, compatibilmente con gli impegni istituzionali, la presenza di Sandro Bondi, attuale ministro per i Beni culturali, ex sindaco comunista di Fivizzano, il paesino in cui c’è il castello della Verrucola dove l’artista viveva con la moglie, anche lei scultrice, Cordelia von den Steinen.
 Fu proprio Cascella a presentare Bondi a quello che all’epoca era un potente imprenditore edilizio e televisivo ma che non era ancora «sceso in campo» nella politica.
 Bondi, con grande affetto e riconoscenza, ha ricordato più volte l’episodio. «Con la scomparsa di Pietro Cascella», ha scritto ieri il ministro, «straordinario uomo e artista, mi viene a mancare una guida paterna e un punto di riferimento insostituibile. La sua grande umanità e la sua arte hanno segnato la mia vita. L’unico rammarico è che nel mio impegno ministeriale non mi possa essere vicino con i suoi consigli e le sue idee».
 Non sono mancati i messaggi di cordoglio delle cariche istituzionali più importanti, il presidente del Senato, Renato Schifani e quello della Camera Gianfranco Fini, mentre il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, aveva conferito al maestro, pochi mesi fa, la medaglia di Benemerito dell’arte.
 Oggi nella sua Pescara l’ingresso al museo Cascella (in via Marconi), dove sono ospitate le opere più significative della straordinaria famiglia di artisti, sarà gratuito e ospiterà un registro per raccogliere firme e pensieri dei visitatori che sarà collocato nella sala maggiore del pianterreno del museo, insieme alle bandiere a mezz’asta in segno di lutto.
 Bandiere a mezz’asta anche nei palazzi della Regione. Il presidente della giunta, Ottaviano Del Turco, appassionato d’arte e pittore, ha ricordato con commozione la figura dello scultore pescarese: «Con Pietro Cascella scompare uno degli artisti più importanti della scultura del ’900. A partire dalle grandi sculture del dopoguerra che hanno reso celebre l’opera di questo straordinario artista, tutta la sua produzione parla di un grande impegno etico ed estetico».
 L’opera di Pietro Cascella si staglia nel mondo dell’arte grazie a monumenti che si trovano nelle più importanti città del mondo: dal ricordo della Shoah ad Auschwitz all’Arco della Pace di Tel Aviv, dall’Omaggio all’Europa di Strasburgo a quello alla Resistenza Bella Ciao a Massa, dal monumento a Giuseppe Mazzini a Milano alla Nave di Pescara, dall’Agorà all’università di Chieti, al monumento della via Emilia a Parma, dalla Porta della Sapienza a Pisa, all’Ara del Sole a Ingurtosu in Sardegna, dal Teatro della Germinazione nel Parco nazionale d’Abruzzo alla Volta celeste ad Arcore, il mausoleo commissionato all’artista da Silvio Berlusconi nella propria villa.
 «Quelle grandi forme così concluse, solari, fatte di equilibrio. Così era Pietro Cascella, un po’ come le sue opere», ha detto al Centro ieri la Soprintendente al patrimonio storico artistico ed etnoantropologico per l’Abruzzo, Anna Imponente, «Era attratto dalle forme semicircolari, come si vedono nella fontana di Pescara e in molte sue opere».
 «Era molto curioso e attento ai giovani», le ha fatto eco Vincenzo Centorame, presidente della fondazione del premio Michetti, «Un artista internazionale che però è sempre rimasto legato alle sue origini, alla sua città, alla sua regione e alla sua famiglia».
 La famiglia dei Cascella ha inizio, nel mondo dell’arte, con il nonno di Pietro, Basilio (nato a Pescara nel 1860). Partecipò a mostre allestite a Torino, Venezia, Londra, Napoli, Palermo ed in moltissime altre, con ceramiche e dipinti, in Italia ed all’estero. A Pescara fondò nel 1899 la rivista di arte e letteratura l’Illustrazione Abruzzese, che stampava nello stabilimento cromolitografico, oggi museo (in via Marconi), da lui realizzato. La rivista ebbe una seconda fase nel 1905 e una terza nel 1914/15 col nuovo nome La Grande Illustrazione. Morì a Roma nel 1950. Con Pietro, la terza generazione di artisti è rappresentata anche da Andrea, di due anni più giovane ma scomparso nel 1990. Andrea tenne mostre personali a Venezia, Milano, Roma, Londra, Chicago, Tokyo, Los Angeles. Ha realizzato in collaborazione con il fratello Pietro il Monumento ai caduti politici di Auschwitz e, tra le altre opere monumentali, l’altorilievo per la facciata dell’edificio Olivetti a Düsseldorf, la piazza di Porto Rotondo, in Sardegna. Nel 1972 è stato commissario alla Biennale di Venezia ed ha poi diretto l’accademia di Brera.