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«Ortopedia, il reparto è vivo»

 PENNE. Il primario del reparto di Ortopedia del San Massimo, Antonio De Carolis, in servizio dal 1979 all’ospedale di Penne, replica al sindacato dell’Ugl, che nei giorni scorsi aveva diffuso alcuni dati sull’attività medica svolta nell’unità operativa di ortopedia.
 «Vorrei ricordare all’Ugl», dice De Carolis, «che nel 2007 le sale operatorie di ortopedia erano state chiuse e, come il sindacato saprà, si svolgevano soltanto gli interventi urgenti. Con la riapertura di esse, avvenuta nel mese di settembre», prosegue il primario, «l’attività interna è tornata a crescere, al di là della presenza di una unità medica in più. Peraltro, è bene che si sappia, il reparto di ortopedia dell’ospedale, nel 2006, ha rappresentato l’unità operativa con il più alto tasso di occupazione». Un altro dato: attualmente, in media, tra interventi e attività medica, nel reparto di ortopedia si registrano circa cinquanta prestazioni al giorno.
 Quanto alle ipotesi di chiusura del San Massimo, De Carolis, consigliere nazionale della Società italiana della caviglia e del piede, è chiaro: «Il San Massimo è un Presidio ospedaliero e, come tale, nessuno deve temere che possa essere chiuso. Occorre solo farlo funzionare. E qui la direzione sanitaria deve svolgere un ruolo importante. Gli stessi medici di famiglia che operano a Penne», conclude il primario, «dovrebbero avere più considerazione delle strutture sanitarie pennesi».
Gilberto Petrucci