18 maggio 2008 —
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sezione:
Pescara
PENNE. Il primario del reparto di Ortopedia del San Massimo,
Antonio De Carolis, in servizio dal 1979 allospedale di Penne, replica al sindacato dellUgl, che nei giorni scorsi aveva diffuso alcuni dati sullattività medica svolta nellunità operativa di ortopedia.
«Vorrei ricordare allUgl», dice De Carolis, «che nel 2007 le sale operatorie di ortopedia erano state chiuse e, come il sindacato saprà, si svolgevano soltanto gli interventi urgenti. Con la riapertura di esse, avvenuta nel mese di settembre», prosegue il primario, «lattività interna è tornata a crescere, al di là della presenza di una unità medica in più. Peraltro, è bene che si sappia, il reparto di ortopedia dellospedale, nel 2006, ha rappresentato lunità operativa con il più alto tasso di occupazione». Un altro dato: attualmente, in media, tra interventi e attività medica, nel reparto di ortopedia si registrano circa cinquanta prestazioni al giorno.
Quanto alle ipotesi di chiusura del San Massimo, De Carolis, consigliere nazionale della Società italiana della caviglia e del piede, è chiaro: «Il San Massimo è un Presidio ospedaliero e, come tale, nessuno deve temere che possa essere chiuso. Occorre solo farlo funzionare. E qui la direzione sanitaria deve svolgere un ruolo importante. Gli stessi medici di famiglia che operano a Penne», conclude il primario, «dovrebbero avere più considerazione delle strutture sanitarie pennesi».
Gilberto Petrucci