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Ospedale, la Asl silura il direttore sanitario

 SULMONA. Una mezza rivoluzione nell’organizzazione della Asl Avezzano Sulmona, ma che per ora produce un solo effetto: l’allontanamento dall’incarico di Tonio De Biase direttore sanitario dell’ospedale di Sulmona. Da ieri Edoardo Romoli, direttore sanitario della Asl, ha assunto ad interim il controllo dell’ospedale peligno, in attesa che si proceda alla nomina del nuovo responsabile del dipartimento sanitario che oltre a Sulmona guiderà anche l’ospedale di Castel di Sangro. A caldo, a molti è parsa una punizione per De Biase, per la vicenda degli scarafaggi durante la visita del ministro.
 Ma secondo il direttore generale si tretterebbe solo di una coincidenza che rientra nella manovra di riorganizzazione che sarebbe scattata dal primo di aprile a prescindere dalla visita della Turco.
 E per illustrare il nuovo piano di riordino della Asl, che prevede anche 165 nuove assunzioni e la nomina di una decina di capi dipartimento, Moroni si è spostato a Sulmona insieme a Romoli, spiegando dettagliatamente la novità che trasformerà la Asl in tante piccole aziende.
 «I nuovi capi dipartimento saranno dirigenti di presidio», spiega Moroni, «e ognuno avrà un budget da gestire per far funzionare al meglio l’area di competenza». Per ora ne sono stati individuati una decina e si occuperanno di un determinato settore della sanità anche se in alcuni casi, le divisioni mediche saranno accorpate in un unico dipartimento.
 I nomi saranno ufficializzati dal direttore generale solo dopo che gli stessi avranno accettato l’incarico. Per alcuni settori come la medicina e la chirurgia ci saranno due capi dipartimento: il primo avrà il controllo degli ospedali di Avezzano, Pescina e Tagliacozzo e l’altro quelli di Sulmona e Castel di Sangro. Per altre aree mediche come la materno infantile, la diagnostica per immagine, patologia clinica, prevenzione, igiene mentale e altri ancora Moroni nominerà un solo responsabile per l’intera azienda sanitaria. Molti dei nuovi dirigenti sono stati scelti tra i vecchi primari con funzioni apicali che avevano le carte in regola per ricoprire l’incarico.
 La scelta che è di esclusiva competenza del direttore generale, è stata fatta o sarà fatta tra una terna di nomi individuati dal comitato di dipartimento. L’incarico avrà una durata di tre anni ed è prevista una verifica dell’attività alla fine del primo anno. L’incarico è rinnovabile per due mandati. «Prima vigeva il concetto della divisione», ha spiegato il manager della Asl Moroni, «ora tutte le scelte saranno fatte nell’unione e nella condivisione, tenendo conto cioè delle esigenze dell’intera attività medica dell’azienda sanitaria e non di un singolo reparto». La rivoluzione è avviata, dunque, nelle prossime settimane si comincerà a vedere se davvero produrrà effetti sulla qualità dei servizi. E quali.
Claudio Lattanzio