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Sicurezza, blindati gli accessi all’ospedale

 L’AQUILA. È già in atto, all’ospedale San Salvatore, un progetto per blindare gli accessi agli edifici del presidio sanitario nelle ore notturne. Un sistema di cancelli, in parte fissi e in parte scorrevoli, unito al servizio di guardiania nelle ore diurne e alle telecamere di video sorveglianza, permetterà alla Asl di avere un controllo ottimale di tutta l’area, 24 ore su 24. Un’iniziativa concepita in chiave sicurezza, per prevenire furti soprattutto al di fuori degli orari di apertura dei reparti al pubblico, oltre che a ridurre il rischio di incursioni di cani randagi. Blindato anche l’accesso al tunnel-discarica.
 I numeri parlano chiaro. Complessivamente, la superficie dei tetti degli edifici del presidio ospedaliero occupa circa 6 mila metri quatri. Ogni giorno, la struttura ospita 9 mila persone. Avere il controllo completo della zona è cosa ardua. Quello che si può fare, invece, è delimitare tutti gli accessi verso l’esterno con dei cancelli, potenziando anche la videosorveglianza nelle ore notturne. Per questo motivo, sono già state installate due barriere all’altezza della guardiania, nei due lati dei pedoni. L’accesso dei veicoli, compresi quelli di soccorso, è regolato dalle sbarre azionate dalla cabina di controllo, mentre, la chiusura dei cancelli servirà a limitare l’accesso pedonale. Un cancello identico è stato montato nel parcheggio adiacente al viale di ingresso. Il problema maggiore è quello di mettere in sicurezza le altre uscite, sopratutto quelle a ridosso di viale San Salvatore, il corridoio principale che inizia in corrispondenza del capolinea degli autobus. «Abbiamo previsto anche qui dei cancelli», commenta Mauro Tursini dell’ufficio tecnico della Asl. «Quelli in corrispondenza dell’ufficio informazioni, sono fissi, mentre quelli tra l’edificio L1 e L2 sono basculanti. Per noi, la sfida della sicurezza è importante, considerando che l’ospedale si sviluppa anche su tre piani sotto terra». Vengono identificati con -3, -6 e -9 in relazione ai metri di profondità nel sottosuolo e sono collegati fra loro con un sistema di tunnel analogo a quello dei piani in superficie. «È importante garantire», spiega Tursini, «che nel livello -3 circoli esclusivamente materiale pulito, proveniente dalle cucine, e dalla sterilizzazione e che tutto lo sporco venga smaltito al -6, naturalmente senza interferenze di collegamento». A proposito di corridoi sotterranei, non è più possibile accedere dall’esterno al settore dove è stato accumulato il materiale in esubero. Un’area dove, in un locale a parte, sono stati accatastati anche lettini e materiali da cucina ancora imballati. «Fui io stesso a segnalare, un anno fa questa anomalia» commenta il direttore sanitario Roberto Marzetti «mi dispiace che da allora le cose non sono cambiate. In questo momento abbiamo tante priorità, ma mi sento di poter affermare che faremo di tutto per sgomberare il materiale e sistemare i locali».
Fabio Iuliano