28 gennaio 2008 —
pagina 45
sezione: Spettacolo
«S
tars are crashing (in my backyard)» è il titolo del nuovo disco del gruppo Hollowblue di Gianluca Maria Sorace. Apre il cd (dodici tracce per letichetta Midfinger) un brano, «First Avenue», con testo e voce di Dan Fante, figlio di John Fante, a sua volta scrittore e poeta. «Lidea di fare questo disco con Dan Fante», spiega Gianluca Maria Sorace (nella foto a lato col cappello e insieme a Dan Fante)
, «non è arrivata allinizio del disco. In corsa, mentre stavamo già registrando, è arrivata loccasione di fare un brano con Dan. Il figlio di John Fante lho conosciuto tramite un comune amico musicista. Io di professione faccio il grafico e ho realizzato il primo sito Internet di Dan».
«Lanno scorso», continua Sorace, «ho pensato, un po sfacciatamente di chiedergli qualcosa per un brano. Lui mi ha mandato un paio di testi nel giro di un paio di ore, mi sono messo alla chitarra e ho scritto rapidamente un brano. Alla fine abbiamo fatto le corse per poterlo registrare e inserirlo nel disco che era già programmato per 11 tracce. First Avenue è la dodicesima traccia che poi è diventata la prima».
Lestate scorsa avete tenuto dei concerti con Dan Fante.
«Sì, ma anche quellesperienza è nata casualmente. Avevamo in programma dei concerti a Livorno e in Toscana e abbiamo provato a dire agli organizzatori che cera la possibilità di avere con noi Dan Fante: si sono subito attivati e abbiamo fatto venire Dan dagli Stati Uniti».
A chi si rivolge «Stars are crashing (in my backyard)»?
«Ormai non esiste più un pubblico in Italia che compra i dischi. Quindi è difficile dire a chi possiamo rivolgerci. Mi viene sempre da pensare a un pubblico straniero non per snobismo ma perché effettivamente cè poco spazio per questa musica che è cantata in inglese. Stanno però arrivando dei buoni segnali: Mtv ha chiesto di fare unesclusiva sul loro sito Internet, Radio Popolare ci ha chiesto di fare un live. Noi un grosso successo commerciale non lo avremo mai in Italia, sono realista, però, è musica molto emotiva, gli strumenti sono per lo più acustici. Anche i nostri concerti dal vivo si basano soprattutto sul modo in cui ci mettiamo in relazione con il pubblico, di volta in volta. Per la composizione della musica sono molto italiano: presto molta attenzione alla melodia».
Musica onirica, si direbbe ascoltando il disco, molto attenta allinterpretazione e ai dettagli. Il disco, dopo «First Avenue», prosegue con «This summer», «We fall», «Tiger», «No wings inside», «He comes for you», «Hollowblue», «Laughing in tears», «Stars are crashing in Mexico», «Jodie Foster», «Loverstars», «Waltz of windy clouds».
Gli Hollowblue sono Gianluca Maria Sorace, voce, chitarre, composizione; Marco Calderisi, chitarre; Giancarlo Russo, basso; Federico Moi, percussioni; Ellie Young, violoncello; Sarah Crespi, violino; Andrea Inghisciano, tromba.
(pdv)