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Il nuovo Sert divide i residenti

 PESCARA. La nuova sede del Sert, il servizio per il recupero delle tossicodipendenze, sorgerà nella cittadella ospedaliera, nell’area attualmente utilizzata come parcheggio interno, a ridosso di via Monte Faito, con accesso da via Rigopiano. Il consiglio comunale lunedì sera ha approvato il progetto, fatto in deroga al piano regolatore e per questo passato due volte in commissione urbanistica fino all’ok del 13 dicembre scorso. Quindi è stato aspettato il parere dell’ufficiale sanitario, mentre il Comitato dei sindaci della Asl ha reperito i fondi per costruire l’opera. Ora la parola passa al manager dell’Azienda sanitaria, Antonio Balestrino, che in più occasioni, nei mesi scorsi, ha assicurato tempi celeri per la gara d’appalto e la realizzazione della struttura.
 L’approvazione della delibera, avvenuta a maggioranza con i voti contrari di An, Forza Italia e Pescara Futura, ha scatenato reazioni diametralmente opposte. Soddisfatto il comitato per la sicurezza della Circoscrizione 4 Colli, coordinato da Antonio Blasioli, segretario della sezione Grimau del Pd, che in una nota «esprime un sentito ringraziamento al sindaco Luciano D’Alfonso per la prosecuzione fruttuosa dell’iter amministrativo che porterà alla costruzione della nuova sede del Sert di Pescara». Blasioli ricorda i tanti interventi del comitato nel corso degli ultimi anni «per sensibilizzare l’opinione pubblica su quello che accade quotidianamente dentro e intorno al condominio di piazza Lama, dove è ora ospitato il servizio: minacce e atti vandalici, spaccio, auto bruciate, scippi, persone che si drogano e svengono negli androni dei palazzi di via Malagrida e via Paolini, escrementi nel cono d’ombra costituito dal supercondominio dove alloggia il Sert». E rammenta le frequenti denunce delle condizioni «in cui sono costretti a sottoporsi alle cure tanti tossicodipendenti e a lavorare gli operatori: locali angusti, privi di spazi di incontro diurno, impossibilitati a svolgere attività di recupero».
 Nella nuova sede è previsto un sistema di sicurezza, oltre a spazi interni e all’aperto. Ma il progetto e la sua localizzazione non convincono l’opposizione, favorevole invece all’ipotesi di una sede fuori città. Il consigliere di An Luigi Albore Mascia preannuncia una mobilitazione del Quartiere 4 e una raccolta di firme contro il Sert in via Monte Faito, «per tutelare le decine di bambini ospiti dell’asilo nido di via Rigopiano, di fronte al quale ci sarà l’ingresso del servizio, e le famiglie dell’intera zona».
 Albore Mascia definisce necessaria «la delocalizzazione del Sert, che da anni si trova in un condominio privato rendendo impossibile la vita ai residenti», ed elenca al proposito le stesse motivazioni addotte da Blasioli, ma boccia il progetto approvato in consiglio, che realizza, a suo giudizio, «ciò che avevamo paventato lo scorso ottobre: l’impossibile convivenza dei residenti del quartiere con i tossicodipendenti del Sert». Contro questa scelta Albore Mascia si dice «pronto a organizzare una mobilitazione cittadina. Promuoveremo una raccolta di firme e chiederemo che il progetto torni all’esame della commissione sanità in una seduta straordinaria con i residenti di via Monte Faito». (l.d’i.)