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«Di nuovo buonasera», Proietti torna a teatro

 ROMA. Dopo la fine brusca del suo periodo di sei anni come direttore artistico del Teatro Brancaccio di Roma, Gigi Proietti torna motivato e pieno d’energia, con «Di nuovo buonasera», lo spettacolo con cui andrà in scena da sabato 29 al 16 marzo al Gran Teatro di Roma, e sta pensando a diversi progetti soprattutto come regista e produttore, sia per la tv che per il cinema. Il fatto che «Di nuovo buonasera» (che già ha registrato 60 mila prenotazioni), una versione lievemente modificata e arricchita di «Buonasera», lo spettacolo proposto nella scorsa stagione al Brancaccio, vada in scena in un teatro tenda lo rende felice.
 «Per me la vicenda del Brancaccio è stata una grande sconfitta, soprattutto per i modi sgarbati e volgari in cui è avvenuta, ma ora mi sembra lontanissima. Di quel teatro non so e non voglio sapere più nulla», ha spiegato l’attore e regista che con l’Abruzzo ha un feeling particolare per essere stato prima protagonista come attore del Tsa dell’Aquila, poi quando il teatro è diventato lo stabile d’Abruzzo per averne ricoperto diversi ruoli fino a quello di presidente e, non per ultimo, perché la madre è nata a Leonessa quando il paese oggi nel Reatino era ancora in provincia dell’Aquila.
 «Credo che le mie iniziative manageriali in questa città», ha continuato Proietti, «abbiano dato fastidio a qualcuno. Esibendomi qui ricomincio, più libero, con un nuovo capitolo, che mi fa ripensare al periodo, nel ’76, in cui mi esibivo in un teatro tenda a piazza Mancini. Per me è come un nuovo inizio, tanto che volevamo mettere sui cartelloni come sottotitolo, Proietti ritenda».
 L’attore ricorda che rispetto al Gran Teatro (la cui capienza, per le sue recite, sarà di 2.000-2.200 persone), il teatro tenda di 31 anni fa era talmente lungo che una sera uno spettatore dell’ultima fila gridò: «Ah Gì, mandame ’na fotografia!». Qui, per non far perdere nulla, abbiamo messo due schermi laterali, come i rocker. Inoltre non sono più solo in scena, tra tecnici e cast siamo 50. Rispetto ad allora, certo, faccio meno salti, mi affido più alla mimica». Lo show sarà un omaggio alle tante forme di varietà (con chicche come il monologo «Pericolosamente» di Eduardo De Filippo) nel quale si fondono diversi altri generi. Tra i compagni in palcoscenico ci saranno anche le figlie dell’attore, Susanna (attrice) e Carlotta (cantante).
 La conferenza stampa di presentazione è stata anche l’occasione per Proietti di parlare delle indiscrezioni su una sua possibile nomina come consulente artistico al Teatro di Roma. «Come voi l’ho letto sui giornali. In realtà non c’è niente di deciso. C’era stata una proposta iniziale del sindaco Veltroni ma da allora non l’ho più sentito, credo abbia ben altri problemi». L’attore-regista precisa di non aver mai chiesto nomine a nessuno: «anche perché non ci credo. Quello che conta il progetto. A quanto pare quello del Teatro di Roma, di cui sono soci Comune, Regione e Provincia è di allargare la propria egida anche sui teatri periferici. A me quest’idea piace, tutto sta a vedere come verrà realizzata».

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