01 novembre 2007 —
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Pescara
PENNE. Al Comune di Penne il primo contratto di finanza derivata (Swap) fu firmato nel febbraio 2002. Allepoca alla guida dellente cera il sindaco Paolo Fornarola, già assessore alle finanze nelle due precedenti amministrazioni. La Banca Nazionale del Lavoro propose al Comune, in difficoltà economiche dopo il buco accertato nel novembre 2001, un prodotto finanziario - chiamato appunto derivato - che permetteva di scommettere sullandamento dei tassi di interesse dei 23 milioni di euro di mutui che lente doveva pagare. Peraltro senza un bando, perché la legge lo permette. La banca versa al Comune di Penne un anticipo di 933 mila euro (operazione di upfront) e spalma i debiti fino al 2032 con tassi dinteresse ormai fuori mercato.
Una sorta di specchietto per le allodole che ha messo in ginocchio, come è noto, molti enti pubblici della Penisola. La Bnl non si ferma qui e propone al Comune di Penne altri contratti di Swap che annullavano i vecchi per i nuovi - a loro dire - vantaggiosi: sei quelli passati nellufficio ragioneria. Tuttavia, per ogni sottoscrizione, lente pennese ha incassato un anticipo che ammonta a circa un milione e mezzo di euro. Ma i guai devono ancora venire. Se il sindaco
Donato Di Marcoberardino, oggi, volesse chiudere i tre contratti di Swap ancora in vita, dovrebbe sborsare un milione e 800 mila euro. In soldoni: ogni cittadino pennese dovrebbe pagare circa 144 euro a testa. Il sindaco non ha lobbligo di chiudere la partita finanziaria, anche perché il debito è solo potenziale, ossia non deve essere iscritto nel bilancio alla scadenza del 31 dicembre. A differenza delle imprese private. Poi ci sono le spese delle commissioni che non sono previste nei difficili e articolati contratti ma si materializzano come costi impliciti. Per esempio: nel primo contratto sottoscritto nel febbraio 2002 la Banca Nazionale del Lavoro ha strappato al Comune di Penne una commissione virtuale di 430 mila euro. «Siamo già a conoscenza del problema», commenta lassessore al Bilancio,
Giuliano Evangelista, in carica dallottobre 2004. «Quando ho assunto lincarico nella giunta Fornarola, ho subito preso in mano la situazione: abbiamo incaricato uno studio di consulenti finanziari indipendenti (Cfi&Partners, ndc), che dal giugno 2005 sta analizzando i contratti di Swap sottoscritti. Naturalmente la vicenda è delicata e seria», aggiunge Evangelista, «non abbiamo intenzione di chiudere il debito, anche se, a mio avviso, dobbiamo rivedere i contratti. Se non dovessimo raggiungere un accordo siamo pronti a recarci in tribunale. Uno spiraglio, però, si è aperto in questi giorni e siamo fiduciosi: la banca ci ha offerto uno sconto di 170 mila euro sulla somma da saldare». Nel febbraio 2002, quando fu firmato il primo contratto, cera la necessità di fare cassa. Il Comune era in forte difficoltà economica e di fronte alla proposta della Bnl, la giunta non si tirò indietro: «Avevano bisogno di soldi», rivela lassessore. Una vera scommessa sui soldi dei cittadini. Anzi, un azzardo.
Gilberto Petrucci