ARCHIVIO il Centro dal 2003

Sala operatoria chiusa per uno scorpione


 PESCARA. Dopo la scabbia lo scorpione. Non c’è pace per l’ospedale Spirito Santo di Pescara, che dopo la sospensione dei ricoveri nel reparto di Cardiologia in seguito al contagio da scabbia che ha colpito tre infermiere ha anche dovuto sopportare la chiusura - per due giorni - della sala operatoria dell’unità di Ginecologia-Ostetricia a causa del ritrovamento di uno scorpione. Il fatto è avvenuto lunedì scorso, e gli interventi programmati sono stati effettuati nelle sale operatorie del nuovo ospedale.
 «Ad accorgersi dello scorpione è stato il dottor Stavale che si accingeva ad entrare in sala operatoria», racconta il primario dell’Unità operativa di Ginecologia e Ostetricia Orazio Lotti. «Il piccolo scorpione è stato bloccato sul pavimento del corridoio prospiciente alla sala operatoria: il collega lo ha raccolto con una pinzetta e lo ha infilato in un contenitore porta-provette».
 E’ stato il dottor Lotti subito dopo a portare nell’ufficio del direttore generale della Asl Antonio Balestrino il “reperto”, l’aracnide dal pungiglione velenoso rinvenuto al secondo piano della palazzina rossa, dove sono in corso i lavori di riqualificazione e manutenzione e dove è stata trasferita la sala operatoria, che prima si trovava al quinto piano. «Nessun disagio è stato provocato ai pazienti», sottolinea una nota della direzione generale della Asl inviata ieri a stampa e televisioni «poichè l’attività operatoria è proseguita nel blocco del nuovo ospedale mentre alle 14 di oggi (ovvero ieri) è ripresa regolarmente nella sede che le è propria». La sala operatoria del reparto di Ginecologia, in seguito al ritrovamento dello scorpione, è stata infatti sottoposta alle «operazioni di bonifica, sanificazione e disinfestazione previste dai protocolli di igiene e sicurezza del ministero della Sanità».
 «Quanto allo scorpione», prosegue la nota del manager Balestrino «l’eccezionalità del rinvenimento è probabilmente dovuta all’andirivieni di operai in questo periodo addetti a lavori di manutenzione, nei cui attrezzi o nei cartoni impiegati per la protezione di pavimenti e pareti, l’animale si era probabilmente nascosto». Lo scorpione catturato a Ginecologia è un esemplare molto comune in Italia, lungo non più di 3 centimetri. E’ un predatore notturno che di giorno si nasconde sotto i sassi, tra le crepe dei muri o tra il legname accatastato. Il veleno che lo scorpione inietta dal pungiglione non è mortale per l’uomo, ma provoca forti dolori e gonfiore nella parte colpita. L’addetto stampa della Asl di Pescara, Claudio Perolino, lo ha liberato nel giardinetto che si trova accanto alla palazzina della direzione generale.
 Il caso dello scorpione che passeggia in sala operatoria è coinciso con la «quarantena» del reparto di Cardiologia, dove tre infermiere sono state infettate dalla scabbia presumibilmente da un paziente ricoverato il mese scorso. Sempre una nota della direzione generale della Asl ha informato gli organi di informazione che ieri è ripresa anche «la normale attività della degenza ordinaria dell’unità operativa di Cardiologia, sospesa per analoga misura di bonifica e sanificazione a seguito di un contagio da scabbia di cui sono rimaste vittime tre dipendenti del medesimo reparto». Rispetto alle notizie anticipate ieri dal Centro, Balestrino precisa come «l’attività dell’Utic non è mai stata interrotta, poiché ad ogni dimissione di paziente si provvede in ogni caso alla revisione igienico-sanitaria del posto letto».
 «Grazie alle misure di igiene e prevenzione poste in essere dalla direzione sanitaria su locali e personale», conclude la nota «al Santo Spirito il fenomeno è regressivo rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, con un calo di incidenza superiore al 50%. Il personale del reparto di Cardiologia è stato infine sottoposto a controlli dermatologici e profilassi contro la scabbia.
- Luigi Di Fonzo