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Tra i debiti del Comune anche il conto del fioraio

 PENNE. La maggioranza di centrosinistra, sui debiti fuori bilancio, è in fibrillazione. Nove consiglieri comunali, più l’assessore ai lavori pubblici, hanno chiesto al sindaco Donato Di Marcoberardino di fare chiarezza sulle passività di bilancio. Risultato? Per due volte la maggioranza ha ritirato dall’ordine del giorno del consiglio comunale il punto sul riconoscimento dei debiti fuori bilancio legati alla Ecoemme e alla Deco: 520 mila euro. «Sulla questione debiti, il balletto che abbiamo fatto in aula non è stato bello», dichiarò all’indomani del consiglio il sindaco Donato Di Marcoberardino. Nel frattempo, gli uffici comunali hanno stilato un elenco fitto di micro-fornitori, molti dei quali di Penne, che attendono di essere pagati perché non c’è l’impegno di spesa e pertanto, per legge, vanno riconosciuti in consiglio comunale come debiti fuori bilancio. In tutto, secondo una prima stima, l’importo complessivo da pagare ai micro-fornitori ammonta a 565 mila euro. Il debito è stato maturato nel periodo che va dal 2001 al 2005, anni in cui in Comune amministrativa la maggioranza Ds-Margherita, del sindaco Paolo Fornarola, oggi all’opposizione.
 «Abbiamo scoperto di tutto: non si pagavano nemmeno le associazioni istituzionali», sostiene Di Marcoberardino. «Oggi, la situazione è migliorata: chiudiamo il bilancio con avanzo e le entrate riescono a coprire la spesa corrente. A breve», aggiunge il sindaco, «porteremo in consiglio comunale anche i debiti fuori bilancio dei micro-fornitori, ammesso che tutti possano essere riconosciuti». Nell’elenco si scoprono casi davvero grotteschi per un Comune come Penne. Per esempio, la passata amministrazione non ha pagato nel 2001 e 2002 la retta (48 mila euro) alla Casa Famiglia Ester di Pineto per i minori in affidamento. E che dire dei 124 mila euro dovuti alla Conscoop per il metano dal 2001 al 2003 e i 110 mila euro di credito vantati dalla ditta pennese Donato Foschini per gli impianti elettrici. Ma c’è di tutto: tipografie, imprese edili, vetrerie, hotel, distributori di benzina, fiorai, case editrici e persino alcune associazioni. Per non parlare, poi, del contributo all’Anci: risultano, dalle carte, che nel 2003 e 2004 il Comune non ha versato all’associazione nazionale dei Comuni d’Italia circa 4 mila euro. Vanta un micro credito anche il ministero delle Finanze: 2,30 euro. I debiti fuori bilancio verranno coperti con l’affitto del mercato coperto per un totale di un milione e 450 mila euro e con i 236 mila euro accantonati con l’avanzo di amministrazione 2006.
Gilberto Petrucci