14 agosto 2007 —
pagina 06
sezione: Avezzano
L
orgoglio di non aver mollato mai. Guerre e distruzione, cambiamenti epocali e emigrazione non hanno piegato la gente che vive sullAltopiano delle Cinque miglia. E non la piegherà la nuova crisi che attanaglia il turismo montano: borghi verdi come Roccaraso, Rivisondoli, Pescocostanzo lo hanno inventato, ne sono stati i pionieri e hanno le carte in regola per un nuovo riscatto.
E ai reali di Savoia che
Roccaraso deve la sua ascesa e forsanche il suo momento più buio: la preferenza assoluta che i regnanti e poi la nobiltà dedicavano al paese allalba del secolo scorso determinò una toponomastica che rendeva omaggio alla monarchia, discendenza e ascendenza. E cè chi ritiene, come
Ugo Del Castello, cultore della storia locale su cui ha scritto diversi appassionati volumi, che anche questo motivò la scelta sprezzante e punitiva dei tedeschi ormai sconfitti di minare nel 1943 ogni via del paese, sventrandolo.
Il fischio di un treno annunciò la rinascita: era il 1946 quando sbuffando tornò il trenino delle 0,40, come lo chiamavano già prima della guerra, perché a quellora partiva da Napoli per arrivare a Roccaraso alle 10 pieno di «skiatori». Daltra parte la nobiltà partenopea, dai
Pignatelli ai
Caracciolo, aveva presto seguito le orme «sulla neve» della regina Elena di Montenegro e del consorte re
Vittorio Emanuele III, che nel 1906 fecero la prima apparizione nel borgo, dando origine a una frequentazione assidua delle figlie
Jolanda e
Mafalda, e soprattutto del giovane
Umberto, il Re di Maggio.
Lo sci alpino pare debba a Roccaraso la sua trasformazione agonistica: la 3-tre - slalom speciale, gigante e discesa libera - è nata qui: il 28 febbraio 1910 la notizia della gara occupava metà prima pagina de Il Giornale dItalia, con cronaca del principe
Luigi Pignatelli. Su questi pendii conquistò il titolo nel primo Campionato di sci alpino femminile, nel 1931,
Paola Wiesinger. E sempre qui ebbe origine il Salto dal trampolino, cominciato prima della guerra, con campionati internazionale, lultimo, intitolato allo storico operatore turistico
Gregorio Cipriani alla fine degli anni 50 vinto dallolimpionico
Giacomo Aimoni.
La monarchia e la nobiltà sono state spazzate via dalla storia, ma anche la Repubblica, con i suoi esponenti più alti, ha guardato con simpatia a Roccaraso. Sarà anche perché napoletano, come la gran parte dei villeggianti di ieri e oggi, ma
Giovanni Leone ha voluto comprare casa qui, mentre laffittava
Giulio Andreotti. A loro e a politici abruzzesi come
Giuseppe Spataro,
Lorenzo Natali,
Remo Gaspari si devono essenziali infrastrutture del paese, ricorda il sindaco
Armando Cipriani. Accanto a vecchie duchesse e vetusti gentiluomini ci sono oggi moltissimi giovani imprenditori, sempre più con famiglia, che apprezzano quel che Roccaraso sa offrire destate tra aria fresca e paesaggi straordinari, nuovi sport come il nording walking, con
Mauro Gregori che organizza passeggiate per tutte le forze, ottimo cibo, spazi attrezzati per bambini. Un turismo «che resta delite», spiega il sindaco, «anche se tempi di soggiorno ed esigenze sono cambiati».
Rivisindoli è laltra meta su cui sbuca la piana delle Cinque miglia che da sempre attrae vip e alta borghesia napoletana, soprattutto, e romana. A preferire questo centro, almeno fino a qualche annetto fa, sono stati personaggi dello spettacolo e dello sport che hanno dato al luogo una connotazione frizzante. «Qui ne sono passati tanti e sono diventati amici», racconta
Giocondo Gasbarro, ristoratore da trenta anni. «Quando si siedono a tavola sono tutti uguali: vogliono mangiare bene. Di certo
Lino Banfi è una buona forchetta: quando veniva qui, perchè aveva casa, apprezzava tutto purchè bagnato con Montepulciano rigorosamente fresco.
Luciano Caucci si voleva comprare il mio locale.
Teo Mammuccheri veniva ai tempi di Libero e tutti gli chiedevano di fare qualche scherzo dei suoi. Mi ricordo la risata di
Lello Arena, la frenesia di
Vittorio Sgarbi, che faceva impazzire le guardie del corpo. Una volta è venuto anche il duca
Amedeo dAosta, ma non lavevo riconosciuto».
La gastronomia ad alti livelli caratterizza Rivisondoli. Il giovane chef
Niko Romito con la sorella
Cristiana hanno conquistato questanno la prima stella Michelin dAbruzzo per il loro «Reale». Il locale, sorto dovera la pasticceria del padre
Antonio, fra tre anni lascerà il borgo alla volta del convento Casadonna (1580), a Castel di Sangro, dove «oltre al ristorante», rivela, «ci sarà una scuola di alta cucina».
Massimo DAlema era diventato uno del posto, e tra i politici anche i rivali nella corsa a sindaco di Napoli
Italo Bocchino e
Antonio Bassolino correvano «il rischio» di incontrarsi in paese destate. Ora
Tosca DAquino è rimasta lospite più affezionata, ma altri volti noti non se ne vedono spesso. «Vogliamo che i vip tornino nel nostro paese e lavoriamo in questa direzione», dice il sindaco
Roberto Ciampaglia.
Pescocostanzo ha fatto una scelta precisa da un pugno di anni: il sindaco
Pasqualino Del Cimmuto la chiama la «politica dei fiori», dai balconi colmi di gerani che costellano ogni casa, segno di una partecipazione sentita di tutti gli abitanti nel crescere turisticamente scegliendo «qualità e gentilezza».
Lanciata nellOlimpo dei Borghi più belli dItalia, Pesco accoglie un turismo un po snob, privilegiando la cultura: così, camminando tra botteghe in cui tradizioni artigianali, dal ricamo allarte orafa, trovano nuova forma e vita, il villeggiante può incontrare poeti come
Mario Luzi,
Evghen Evtushenko,
Moira Egan o lo scrittore
Luìs Sepulveda, invitati a leggere brani nelle manifestazioni serali, a parlare di arte e letteratura con «professionisti che amano la quiete, lanonimato, il riposo, laspetto relazionale della vacanza», dice il sindaco. Insomma venire tra i monti dellAbruzzo per guardare gli altri, la natura dolcemente bella, e dentro di sé.
-
Lalla DIgnazio