ARCHIVIO il Centro dal 2003

E Prodi benedice il nuovo colosso bancario


 MILANO. Quando ormai tutto era deciso, sono arrivati anche i complimenti di Romano Prodi. Domani si riuniscono i consigli di amministrazione di Unicredit e Capitalia per deliberare la fusione dei due istituti e il premier dice: «Le fusioni bancarie e il rafforzamento delle istituzioni italiane sono positivi per il Paese». Prodi ha negato di aver parlato con Cesare Geronzi (Capitalia) e Alessandro Profumo (Unicredit). «So che hanno visto autorità politiche diverse - dice - ma io non li ho incontrati».
 «E aggiungo anche che, se queste fusioni le avessimo fatte anni fa, adesso avremmo una struttura anche industriale più forte. Le banche sono uno strumento estremamente importante della strategia produttiva del Paese, soprattutto nell’epoca della globalizzazione». Infine gli auguri: «Avendo ormai due grandi banche italiane a livello europeo (Unicredit-Capitalia e Intesa-San Paolo) mi auguro che queste possano accompagnare in tutto il mondo le imprese italiane».
 I due istituti, ieri, hanno convocato per domenica mattina i rispettivi consigli di amministrazione e nel pomeriggio, ratificate le decisioni, ci potrebbe essere il tradizionale incontro con i giornalisti.
 Naturalmente Unicredit e Capitalia non diventeranno un’unica banca a partire da lunedì perchè ci vogliono le necessarie autorizzazioni e poi operazioni così complesse necessitano di tempi tecnici abbastanza lunghi. In Piazza Affari si dice che la fusione potrebbe diventare operativa subito dopo l’estate. E proprio Piazza Affari, nei giorni scorsi, ha benedetto l’operazione. Ieri le contrattatazioni sui due titoli sono durate pochi minuti, prima dello stop dell’autorità di Borsa. Però dall’8 maggio scorso, quando si è cominciato a parlare del possibile ‘matrimonio’, il titolo della banca romana è salito del 15,34%, portando la capitalizzazione da 17,78 miliardi a 20,68. «E’ per questo - ha detto ieri maliziosamente un operatore - che Profumo si è deciso a chiudere in fretta».
 Insomma, c’era il rischio che Capitalia salisse ancora, facendo poi saltare l’accordo che è stato trovato sui concambi: dovrebbe essere di 1,1 azioni Unicredit per 1 azione Capitalia.
 Ieri Geronzi e Profumo sono stati, insieme, prima alla Banca d’Italia e poi alla Consob. Resta da capire, invece, se ci sarà spazio nel nuovo colosso per Matteo Arpe, attuale amministratore delegato di Capitalia. E qualche preoccupazione viene espressa dai sindacati. La Cisl teme «perdite occupazionali» che vengono definite «inaccettabili».
 Le associazioni di consumatori chiedono che siano abbassati i costi dei servizi. E diluisce anche la quota di controllo degli attuali azionisti. In questo quadro, da sottolineare che Banca Intesa ha rastrellato, nei giorni scorsi, le azioni delle due banche che si apprestano a diventare un forte concorrente. Per contro, la nuova banca avrà sommate le partecipazioni ora detenute singolarmente da Unicredit e Capitalia. Si tratta del 18% di Mediobanca (ma dovrà collocarne una parte) e partecipazioni di rilievo in Fiat, Pirelli, Camfin e Rcs, la Rizzoli-Corriere della Sera.
- Gigi Furini