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Una sala operatoria all’avanguardia

 SULMONA. Torna al servizio dei chirurghi e dei pazienti la terza sala operatoria dell’ospedale, chiusa da maggio dello scorso anno. La struttura è stata inaugurata ieri mattina dopo una serie di interventi che, secondo gli addetti ai lavori, l’hanno trasformata, da una sala operatoria di inizio anni Sessanta ad uno spazio all’avanguardia e in grado di rispondere alle esigenze delle sette unità chirurgiche presenti in ospedale.
 La cerimonia è cominciata verso le 11.30, presenti le autorità militari, il sindaco Franco La Civita, medici e paramedici, il direttore generale Giancarlo Moroni e i direttori sanitario e amministrativo Edoardo Romoli e Francesco Ventura, il direttore sanitario dell’ospedale Tonio Di Biase. Assente il vescovo Di Falco, per sopraggiunti impegni, è stato Don Enrico, cappellano dell’ospedale, a benedire i nuovi locali e invocare la protezione divina anche sugli «operatori sanitari chiamati ad alleviare le sofferenze di chi soffre nel corpo e nell’anima». Poi, prima del taglio del nastro, la lettura di un passo del vangelo secondo Matteo dedicato al racconto dell’incontro di Gesù con i malati e gli infermi.
 Gli interventi nel blocco operatorio, per un costo di circa 80 mila euro, hanno interessato le pareti ricoperte in materiale plastico e insonorizzato, poi la sala è stata dotata di un nuovo ed efficiente impianto di climatizzazione e sono state acquistate nuove apparecchiature, come il defibrillatore. La prima stanza del blocco operatorio è stata attrezzata per gli interventi chirurgici meno invasivi, come quelli di oculistica, tra cui la cataratta che sarà effettuata con un nuovo macchinario e il trapianto di cornea. Poi c’è la vera e propria sala operatoria definita all’avanguardia e in grado di accogliere qualsiasi tipo di intervento chirurgico.
 Nell’ospedale cittadino sono svolti circa 4 mila e 500 interventi l’anno e il numero non è diminuito nonostante, durante il periodo di ristrutturazione (quasi un anno), fossero in funzione soltanto due sale operatorie. Da segnalare, inoltre, la quasi totale inesistenza di infezioni post operatorie, grazie anche all’utilizzo in sala operatoria, da parte di medici e paramedici, di capi di abbigliamento “usa e getta”.
 «Con la riattivazione della terza sala», afferma Gianvincenzo D’Andrea primario di anestesia e rianimazione, «sarà ulteriormente potenziata l’attività operatoria. Lo staff nelle sale operatorie è composto da 11 medici e 21 operatori ma servirebbe altro personale». Il manager Moroni ha poi annunciato che tra breve dovrebbero riprendere i lavori, fermi da due anni, per la realizzazione delle due sale operatorie nuove per una spesa di oltre 2 milioni e 700mila euro.
 La cerimonia è stata anche un’occasione per tornare a parlare della “cittadella sanitaria” cioè uffici, consultorio e distretto sanitario da realizzare vicino l’ospedale, garantito, poi, per il 2008 l’acquisto del macchinario per la risonanza magnetica.
Chiara Buccini