PENNE. Questa mattina la sala operatoria dellospedale San Massimo di Penne torna a funzionare per il reparto di Chirurgia. Dalle ore 8,30 il dottor Marino Nardi, che sostituisce il primario Giampiero DAmico, e il dottor Fiorello Tarone, chiamato a sopperire la carenza di un altro medico chirurgo, infileranno guanti e mascherina e afferreranno il bisturi per operare i pazienti ricoverati e in attesa di intervento. Si è conclusa dopo otto giorni lemergenza causata dalla fine del rapporto con un medico a contratto e dallassenza per malattia di altri due medici, compreso il primario del reparto. A bloccare i ricoveri e gli interventi in sala operatoria per mancanza di medici era stato, il 12 marzo, il direttore sanitario Valerio Cortesi.
Per una settimana allospedale di Penne sono stati rinviati tutti gli interventi chirurgici, mentre le emergenze e i nuovi ricoveri sono stati dirottati allospedale di Pescara. Da ieri, invece, il reparto ha riaperto ai ricoveri e le ambulanze non devono trasportare più i feriti di incidenti o i malati a Pescara. «Questa settimana gli interventi saranno effettuati domani (oggi) e venerdì, mentre lunedì dovrebbe tornare il primario Giampiero DAmico», spiega il direttore sanitario del San Massimo
Valerio Cortesi.
«Questa emergenza è servita a far comprendere a tutti i livelli che occorrono soluzioni definitive e strutturali, quindi i contratti dei medici devono essere stabili, anche per tutelare lorganizzazione del lavoro nellintero presidio». Resta ancora lemergenza nel reparto di Pediatria, dove lorganico è carente di un medico.
E resta anche la preoccupazione dei sindacati, così come restano per i medici turni massacranti e futuro incerto, e per i pazienti vestini liste di attesa che si allungano sempre di più.
«Il cambiamento di strategia nella gestione dellospedale è un evento possibile, ma il sindacato da solo può fare davvero poco», spiega il dirigente provinciale della Cisl
Antonio Pomante, «inoltre in questo periodo di crisi reale e tangibile per il nostro presidio abbiamo assistito purtroppo al silenzio delle altre sigle confederali e autonome, a conferma della mancanza di solidità ed unione di intenti tra le singole realtà che difendono i diritti dei lavoratori. Non è per noi possibile tacere oppure accettare decisioni che possono far verificare un declino, anche eventuale, del presidio», sottolinea Pomante. «Auspico quindi riunioni sindacali collettive e prese di posizione univoche e fattive per dimostrare ai vertici dellazienda sanitaria che a Penne la cultura sindacale non è tramontata, ma viene esercitata compiutamente da tutte le sigle».
Anche gli amministratori pubblici di Penne e dei paesi dellarea vestina hanno tirato un sospiro di sollievo, anche se non cè la minima intenzione di abbassare la guardia sui problemi di organico e di sistemazione strutturale dellospedale. Su questi argomenti il sindaco di Penne
Donato Di Marcoberardino incontrerà presto il direttore generale della Asl
Antonio Balestrino. (e.da.)