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«Ufficio esenzione vietato ai disabili»

 MONTESILVANO. C’è un ufficio nel distretto sanitario di Montesilvano quasi inaccessibile per i disabili, soprattutto per quelli costretti a muoversi su una carrozzella. Si tratta dell’ufficio dove si rinnovano i tesserini per l’esenzione del ticket, che si trova al primo piano dell’edificio di corso Umberto. Un edificio sprovvisto di ascensore, ma con due rampe di scale da salire. Se il disabile in carrozzella riesce nell’impresa di arrivare al primo piano grazie all’aiuto di un accompagnatore o di altre persone, poi è costretto ad attendere il suo turno sul pianerottolo, perchè lungo lo stretto corridoio dove si trova l’ufficio esenzione la sua carrozzella chiuderebbe il passaggio alle persone.
 A segnalare il disservizio e a chiedere di trasferire l’ufficio esenzione in una delle stanze che si trovano al piano terra è il responsabile dello sportello disabili del Comune di Montesilvano, Claudio Ferrante, il quale ha scritto una lettera in qualità «di cittadino» al direttore generale della Asl Antonio Balestrino, all’assessore regionale alla Sanità Bernardo Mazzocca e all’assessore regionale alle Politiche sociali Elisabetta Mura. «Le “istituzioni” hanno il dovere di impedire che l’handicap venga aggravato da un ambiente ostile, a volte addirittura non “accessibile”», scrive Ferrante al manager della Asl. «Chi le scrive è un cittadino della Repubblica Italiana che abita a Montesilvano e che grazie ad una struttura da lei gestita oggi si sente un po’ più disabile. So che Lei è stato nominato da poco, quindi probabilmente non ha avuto tempo e modo di visitare i distretti sanitari sparsi per il territorio. Però mi pare strano che a tutt’oggi nessuno le abbia segnalato ciò che avviene nel distretto di base di Montesilvano». Dopo aver elencato le difficoltà di arrivare al primo piano, di attendere sul pianerotto il proprio turno e di entrare in un ufficio stretto, Ferrante elogia il personale «sempre pronto a scendere per istruire la pratica del disabile impossibilitato a salire. Ma limitare il movimento ad un disabile equivale a limitarne la dignità. Come se non bastasse, il disabile è costretto a subire tale odissea per ben due volte: la prima per richiedere la prenotazione e la seconda per l’effettivo rinnovo del tesserino. Forse con un’organizzazione diversa si può evitare qualche “processione”». Ferrante ricorda all’assessore Mazzocca che gli enti pubblici (e non solo) devono essere per legge privi di barriere architettoniche. «Direttore generale, assessore Mazzocca, capisco che negli ultimi anni la Asl di Pescara ha avuto molti problemi e non è riuscita a far rispettare la legge, ma sarebbe bastato un po’ di buon senso per risolvere almeno questo inconveniente, cioè spostare a piano terra l’ufficio».