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Truffe con le aste on line

 TERAMO. Sono accusati di aver messo a segno delle truffe con delle aste on line e, in particolare, di aver raggirato alcuni utenti spillando soldi e non inviando il prodotto messo in vendita. Per questo due teramani, tra cui uno studente, sono stati denunciati dalla polizia postale. Secondo la ricostruzione i due avrebbero messo all’asta e venduto telefoni cellulari usati che però non sono mai arrivati ai compratori.
 Le aste on line offrono di tutto, dalle auto ai gioielli, e sono migliaia le persone che ogni giorno tentano l’affare. Nei mesi scorsi hanno cercato di fare il colpo grosso anche alcuni professionisti teramani, che però si sono ritrovati con la carta di credito clonata e così nel giro di poco tempo si sono visti addebitare sui propri conti correnti una somma complessiva di trentamila euro per acquisti mai fatti. Chi partecipa alle aste telematiche sa che si può pagare con bonifici bancari, con versamenti postali e con carte di credito. I tre teramani hanno raccontato di aver sempre pagato usando la carta di credito senza mai incontrare problemi. Recentemente, però, alle loro caselle di posta elettronica hanno ricevuto delle comunicazioni con cui li si avvertiva che c’erano forti ragioni di ritenere che il loro codice clienti sul portale dell’asta di riferimento fosse stato violato.
 Per prevenire qualsiasi uso fraudolento si garantiva loro che erano in corso indagini e proprio per velocizzarle si consigliava di verificare il codice clienti collegandonsi a un determinato indirizzo. Da quel sito ai tre è stato chiesto di immettere il numero delle rispettive carte di credito, cosa che i professionisti hanno fatto, consentendo in questo modo ai ladri on line di clonare le carte.
 Il fenomeno in cui si sono imbattuti i tre dagli addetti ai lavori viene chiamato “phishing”, una variazione di “fishing”, cioè pescare: si tratta di un sistema di truffa telematica con il quale si viene spinti a collegarsi a siti contraffatti e a fornire i dati delle carte di credito affinchè possano essere clonati. Solitamente all’indirizzo di posta elettronica arriva una e-mail che riproduce logo e grafica dell’istituto di credito prescelto e chiede di inserire i propri dati personali (password e numero di carta). (d.p.)

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