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«Un consiglio sul futuro di Pescara»

 PESCARA. «La nostra città ha tutto il diritto, e le carte in regola, per essere guardata con maggiore simpatia e attenzione dalla Regione e dal governo». La vicenda in corso dell’aeroporto d’Abruzzo - l’ipotesi di un suo declassamento a scalo regionale e poi la successiva di farne il «terzo aeroporto di Roma» fatte nella bozza del piano aeroportuale nazionale - è stata la classica goccia di troppo: un gruppo di consiglieri della maggioranza di centrosinistra ha preso carta e penna e ha scritto al presidente del consiglio comunale Gianni Melilla per chiedere la convocazione di un consiglio straordinario per discutere sul tema: «Quale futuro per Pescara?». Una richiesta fatta dunque «in considerazione degli ultimi avvenimenti, emersi sia a livello nazionale che regionale», scrivono i consiglieri, «che seguitano a penalizzare la nostra città». «Direi che la proposta del ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi non può essere accettata», attacca Ermanno Ricci (nella foto), consigliere dell’Udeur e primo firmatario della richiesta, «l’aeroporto è un collegamento fondamentale per il nostro sviluppo. E anche la finanziaria ci penalizza: non sono state inserite voci per la ripresa economica del capoluogo adriatico. Pescara è una città operosa, fatta grande dai suoi imprenditori e commercianti, ma viene da sempre lasciata indietro dalla Regione. Noi vogliamo discutere di questo, far sentire le nostre ragioni. Non vorremmo essere costretti a tornare in piazza come nel 1972, quando ci fu negato il capoluogo di regione».