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Nasce il polo dell’alta moda Giovedì la firma dell’accordo

 PENNE. Giovedì prossimo, alle 16, si riuniranno i rappresentanti di sindacati, Unione degli industriali di Pescara, Regione Abruzzo, Comune di Penne e Brioni Roman Style per stilare un accordo territoriale storico che porterà alla nascita del Polo dell’Alta moda nell’area vestina. La proposta era stata lanciata dai sindacati di categoria: Femca, Filtea-Cgil e Uilta, al fine di creare sviluppo e occupazione in città e nel compresorio dell’area vestina, dove la Brioni ha fatto «scuola».
 L’Unione industriali di Pescara, che da oltre sei mesi sta lavorando al progetto, ha deciso di attivarsi immediatamente e dopo le “sollecitazione” del segretario generale della Filtea-Cgil, Domenico Ronca, ha convocato l’incontro per discutere e approvare un patto territoriale per la costituzione di un Polo dell’Alta moda nell’area vestina.
 «Ritengo fondamentale che l’accordo sia allargato a tutte le componenti della società che operano sul territorio, a cominciare dalle Istituzioni pubbliche», spiega Luigi Di Giosaffatte, direttore dell’Unione degli Industriali di Pescara. «La compagine che ha dato la disponibilità a lavorare per la costituzione del Polo dell’Alta Moda dell’Area Vestina è molto rappresentativa ed ha le carte in regola per progettare un sistema formativo permanente a vantaggio dei lavoratori e delle imprese del settore tessile e abbigliamento dell’intera area interna», aggiunge il direttore dell’Unione industriali di Pescara.
 «Come ogni progetto strategico si chiede a tutti i partner una forte condivisione dei valori che sono alla base dell’alleanza per lo sviluppo. Anche la Regione, quindi, deve fare la sua parte: non diffusione “a pioggia” dei finanziamenti ma scelte che presuppongono l’accertamento di una ricaduta in termini di competitività delle imprese e di certificazione e aggiornamento delle competenze dei lavoratori. Ritengo», aggiunge il direttore di Confindustria, «che il Polo dell’Alta moda possa significare per l’area vestina la possibilità di sviluppare una filiera di produzione che si qualifichi e si specializzi sempre più per competere sui mercati internazionali».
 Il patto territoriale, voluto dai sindacati, potrebbe nascere sulla scia economica della Brioni Roman Style, che il Time Magazine annovera tra le dieci aziende più appetibili del lusso e che “veste” un mito come il James Bond cinematografico.
 Ci sono poi il museo e l’Università della moda: realtà, queste, volute dall’ex sindaco e manager Brioni, Lucio Marcotullio, un nome legato all’azienda vestina, che da giugno scorso ha lasciato la guida del colosso sartoriale romano e, oggi, si occupa a tempo pieno di formazione (è presidente della fondazione ForModa).
 Gli studenti del Master universitario internazionale di primo livello in Economia e gestione della moda, accompagnati proprio da Lucio Marcotullio, hanno visitato ieri la sede del Gruppo Sixty, a Chieti Scalo e questa mattina saranno ospiti del Maglificio Gran Sasso, a Sant’Egidio alla Vibrata.
 Il master universitario di primo livello in Economia e gestione della moda, istituito a Penne nell’anno accademico 2002-2003, è una iniziativa delle tre Università abruzzesi (Università degli Studi di Teramo, Università degli Studi “D’Annunzio” Chieti-Pescara, Università degli Studi de L’Aquila), dell’Università degli Studi del Molise, della Brioni Roman Style spa e della Fondazione ForModa.
Gilberto Petrucci