domenica 21.03.2010 ore 01.38

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Aree interne, aiuti dalle telefonate

 L’AQUILA. Riservare una quota delle tariffe incassate dalle aziende di telefonia mobile italiane per il traffico dei telefoni cellulari nelle aree montane. Un quota servirà a finanziare le leggi e progetti contro lo spopolamento e il rilancio delle zone interne e di montagna. Tutto questo per sbloccare normative più volte presentate a vari livelli che risultato però «sempre più congelate nel loro iter di approvazione perché prive delle risorse finanziarie necessarie». La proposta è dell’assessore provinciale dell’Aquila alle aree interne e alla montagna, Celso Cioni. L’amministratore aquilano la presenterà oggi a Torino nel corso degli Stati Generali sulla Montagna promosso dall’Unione nazionale Comuni Comunità Enti Montani (Uncem).  L’ha già illustrata ad alcuni parlamentari regionali e nazionali che hanno mostrato interesse assicurando il loro sostegno. Ed oggi a Torino cercherà altri alleati. Anche il presidente del Senato, Franco Marini, nelle visite nel suo Abruzzo, non ha mancato di sottolineare l’esigenza di accelerare l’iter delle leggi nazionali su Piccoli Comuni e Montagna. A livello regionale le due normative, seguite dall’assessore Giovanni D’Amico, sono in dirittura d’arrivo e dovrebbero essere presto presentate al vaglio del Consiglio regionale.  L’istanza di Cioni nasce dalla considerazione che le compagnie telefoniche installano nei territori montani antenne spesso ad alto impatto ambientale e che oltre tutto espongono i residenti ai rischi delle emissioni delle nocive onde elettromagnetiche. L’assessore aquilano ha poi colto al volo la presa di posizione dell’Authority per le Comunicazioni sull’eccessivo costo della tariffa per la telefonia cellulare in Italia rispetto all’Europa.  «Anche l’Authority nei giorni scorsi», ha spiegato Cioni, «che le tariffe imposte dalle compagnie telefoniche italiane risultano sovradimensionate rispetto a quelle europee. La trattenuta sul traffico effettuato grazie alle installazioni di antenne su molti dei territori montani, potrebbero tradursi in risorse finanziarie da destinare a sgravi fiscali e agevolazioni ai residenti di piccoli comuni ed aree interne sul riscaldamento delle abitazioni e su servizi sanitari scolastici, postali e agli anziani, nonché il sostegno alla imprenditoria montana».  Cioni ha sottolineato «che soltanto così potremo finalmente vedere varata la nuova legge nazionale sulla montagna, che restituirà ai residenti del territorio appenninico e di alcune zone alpine, la possibilità di contrastare la condizione di “disagio insediativo” che subiscono ingiustamente da troppi anni».  «Questo sistema», sottolinea ancora il rappresentante abruzzese dell’Uncem, «di giustizia sociale consentirebbe di combattere il fenomeno, sempre più evidente e diffuso, dello spopolamento dei territori delle aree dell’intero sistema Appenninico e inoltre, imporrebbe alle compagnie telefoniche di pagare un pedaggio per le antenne, che emettono le nocive onde elettromagnetiche e che sono installate in aree a forte impatto ambientale». (b.s.)

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