il Centro — 20 novembre 2006
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sezione: REGIONE
LAQUILA. Riservare una quota delle tariffe incassate dalle aziende di telefonia mobile italiane per il traffico dei telefoni cellulari nelle aree montane. Un quota servirà a finanziare le leggi e progetti contro lo spopolamento e il rilancio delle zone interne e di montagna. Tutto questo per sbloccare normative più volte presentate a vari livelli che risultato però «sempre più congelate nel loro iter di approvazione perché prive delle risorse finanziarie necessarie». La proposta è dellassessore provinciale dellAquila alle aree interne e alla montagna, Celso Cioni. Lamministratore aquilano la presenterà oggi a Torino nel corso degli Stati Generali sulla Montagna promosso dallUnione nazionale Comuni Comunità Enti Montani (Uncem). Lha già illustrata ad alcuni parlamentari regionali e nazionali che hanno mostrato interesse assicurando il loro sostegno. Ed oggi a Torino cercherà altri alleati. Anche il presidente del Senato, Franco Marini, nelle visite nel suo Abruzzo, non ha mancato di sottolineare lesigenza di accelerare liter delle leggi nazionali su Piccoli Comuni e Montagna. A livello regionale le due normative, seguite dallassessore Giovanni DAmico, sono in dirittura darrivo e dovrebbero essere presto presentate al vaglio del Consiglio regionale. Listanza di Cioni nasce dalla considerazione che le compagnie telefoniche installano nei territori montani antenne spesso ad alto impatto ambientale e che oltre tutto espongono i residenti ai rischi delle emissioni delle nocive onde elettromagnetiche. Lassessore aquilano ha poi colto al volo la presa di posizione dellAuthority per le Comunicazioni sulleccessivo costo della tariffa per la telefonia cellulare in Italia rispetto allEuropa. «Anche lAuthority nei giorni scorsi», ha spiegato Cioni, «che le tariffe imposte dalle compagnie telefoniche italiane risultano sovradimensionate rispetto a quelle europee. La trattenuta sul traffico effettuato grazie alle installazioni di antenne su molti dei territori montani, potrebbero tradursi in risorse finanziarie da destinare a sgravi fiscali e agevolazioni ai residenti di piccoli comuni ed aree interne sul riscaldamento delle abitazioni e su servizi sanitari scolastici, postali e agli anziani, nonché il sostegno alla imprenditoria montana». Cioni ha sottolineato «che soltanto così potremo finalmente vedere varata la nuova legge nazionale sulla montagna, che restituirà ai residenti del territorio appenninico e di alcune zone alpine, la possibilità di contrastare la condizione di disagio insediativo che subiscono ingiustamente da troppi anni». «Questo sistema», sottolinea ancora il rappresentante abruzzese dellUncem, «di giustizia sociale consentirebbe di combattere il fenomeno, sempre più evidente e diffuso, dello spopolamento dei territori delle aree dellintero sistema Appenninico e inoltre, imporrebbe alle compagnie telefoniche di pagare un pedaggio per le antenne, che emettono le nocive onde elettromagnetiche e che sono installate in aree a forte impatto ambientale». (b.s.)