il Centro — 29 ottobre 2006
pagina 01
sezione: L'AQUILA
LAQUILA. Spunta un nuovo filone di indagine nellambito dellinchiesta giudiziaria su presunte irregolarità nellappalto concorso da 20 milioni di euro (poi revocato) che avrebbe dovuto mettere in sicurezza lospedale San Salvatore. La svolta nellindagine sarebbe stata avviata dopo le rivelazioni, per certi aspetti eclatanti, ma ancora tutte da verificare, di una persona informata sui fatti. Queste affermazioni confermerebbero i sospetti sulla regolarità dellappalto e sono poi state la base per disporre e avviare copiose intercettazioni telefoniche ancora al vaglio degli investigatori ma dalle quali potrebbero scaturire elementi utili alle indagini. Il procedimemto è stato avviato da circa sei mesi, quando ci fu un blitz della polizia giudiziaria nella sede della Asl per acquisire la documentazione necessaria. Finora, nonostante il copioso materiale probatorio raccolto e le importanti dichiarazioni rese, lindagine non è sfociata in alcun provvedimento ma la conclusione (salvo richieste di proroghe) è data per imminente essendo trascorsi, sia pure da poco, i sei mesi previsti per la definizione. Lappalto in questione fu al centro, circa un anno fa, di uno scontro tra i due massimi dirigenti della Asl, lex manager Mario Mazzocco, e lallora direttore sanitario, il primario Umberto Giammaria. Infatti questi si rammaricava che dallappalto fossero esclusi dei lavori inizialmente previsti e ne prevedeva la rimodulazione con degli interventi che a suo avviso erano prioritari per la messa in sicurezza del San Salvatore che erano stati esclusi dal progetto preliminare. Mazzocco, in una conferenza stampa, fece una dura replica ribadendo che lacquisto di nuove attrezzature per combattere fronteggiare alcune patologie fosse comunque la risposta più adeguata alle esigenze dei pazienti. Questo appalto, ai fini di autotutela, è stato successivamente revocato dallattuale manager della Asl aquilana, Roberto Marzetti, poco dopo il suo insediamento.