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Manca il personale, chirurgia e ostetricia in crisi

 GIULIANOVA. Reparti di chirurgia e ostetricia in crisi all’ospedale di Giulianova per l’aumento delle degenze, dopo l’accorpamento con Sant’Omero, provvedimento deciso dalla Asl. Ad un aumento del lavoro nei due reparti non è corrisposto, però, un aumento del numero degli operatori. Il problema è stato segnalato dalla Fp Cgil al direttore generale della Asl Mario Molinari.
 Tonino Marchetti, responsabile locale della Cgil funzione pubblica, gli ha inviato una lettera con cui mette in evidenza le difficoltà con le quali gli operatori sanitari della struttura giuliese sono costretti a convivere. «La nostra richiesta verte», spiega il sindacalista, «nell’immediata integrazione dell’organico medico, infermieristico e ostetrico, al fine di far fronte alla nuova carenza che si è venuta a determinare in seguito all’accorpamento delle degenze ordinarie. A Sant’Omero viene garantita per i reparti di chirurgia e ostetricia solo attività di day hospital. Quindi è facile immaginare in quale percentuale sia aumentato il lavoro a Giulianova». Marchetti riconosce lo sforzo che ha compiuto la Asl nell’assumere un infermiere a tempo determinato. Ma è un provvedimento non risolutivo. «Non va dimenticato», ha aggiunto il rappresentante dell’organizzazione sindacale, «che questa nostra richiesta di avere più unità operative è supportata dal fatto che attualmente il nostro presidio è carente di 5 unità infermieristiche in congedo per maternità. Purtroppo ad oggi queste infermiere non sono state ancora sostituite». Marchetti sottolinea infine il grande lavoro che hanno dovuto sostenere medici e infermieri durante l’estate. «C’è chi ha rinunciato alle ferie», conclude, «e chi ha anche coperto turni di lavoro di 12-16 ore pur di assicurare la presenza di un operatore sanitario. Ma non può essere questo il modo per far fronte ai problemi del nostro ospedale».
Lino Nazionale