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San Salvatore, tre reparti chiusi per ferie

 L’AQUILA. Tre reparti del San Salvatore chiusi “per ferie”. Un provvedimento di emergenza assunto dalla direzione della Asl per far fronte alla carenza di personale, accentuata nel periodo estivo. I degenti ricoverati in lungodegenza, chirurgia ospedaliera e nefrologia sono stati trasferiti rispettivamente in geriatria, chirurgia universitaria e urologia. Solo a settembre l’attività ospedaliera riprenderà a pieno regime, seppure con un organico ridotto: non potranno essere effettuate nuove assunzioni, né verranno rinnovati i contratti a tempo determinato e interinali. A rischio il concorso per posti da primario.
 «Abbiamo le mani legate» spiega il direttore della Asl, Roberto Marzetti confermando la criticità della situazione «l’ospedale è sotto pressione per i ricoveri, in aumento nel periodo estivo. Per consentire al personale di usufruire delle ferie siamo stati costretti a elaborare un piano, peraltro approvato dai sindacati, che prevede la momentanea chiusura di alcuni reparti. Abbiamo anche attrezzato sei posti di osservazione breve al pronto soccorso, dove i malati possono restare per 24 ore in attesa del ricovero o della dimissione. Una sorta di filtro per evitare i ricoveri impropri».
 Ma il problema non è circoscritto al solo periodo estivo. A destare preoccupazione per il buon funzionamento dell’ospedale sono le direttive del Governo centrale che, sui tagli alla spesa sanitaria, è stato chiaro: rispetto al 2004 i conti vanno rivisti in difetto per abbattere le uscite. Niente assunzioni, né rinnovo dei contratti in scadenza.
 Il San Salvatore perderà altri 40 dipendenti tra medici, infermieri e ausiliari legati alla Asl da contratti a termine, che non potranno essere prorogati.
 «La scorsa settimana» conferma Marzetti «abbiamo avuto un incontro a Roma con la Direzione generale delle entrate, facendo presente come la recente attivazione della Rsa di Montereale, aperta lo scorso anno, va a pesare sul bilancio della Asl. Abbiamo chiesto una deroga al blocco delle assunzioni, sulla base della legge regionale che consente di incrementare la pianta organica per livelli essenziali di assistenza ovvero dove si riscontrano reali necessità. Anche in questo la Direzione delle entrate ha dato il diniego». Secondo Marzetti «il blocco delle assunzioni pone un problema serio di mantenimento dei livelli assistenziali del San Salvatore. Congelare la spesa per il personale significa non rinnovare i contratti, annullare il concorso per 13 primari, mandare a casa i dipendenti con contratti a termine o interinali».
 La Asl, nella riunione del collegio di direzione con i capi dipartimento, ha stabilito un percorso alternativo: «Sulla base di esigenze oggettive» chiarisce il manager «i primari segnaleranno la necessità di rinnovare alcuni contratti con una richiesta scritta alla direzione aziendale. Ci sono casi, come per le sedute di chemioterapia, dove non è pensabile procedere a una riduzione dell’organico».
Monica Pelliccione