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Ospedale, la Cgil chiede più infermieri per l’estate

 GIULIANOVA. Venti operatori tra infermieri e assistenti socio sanitari per evitare che quest’estate ci sia l’accorpamento di alcuni reparti dell’ospedale di Giulianova. La richiesta è stata avanzata dalla Cgil funzione pubblica al direttore generale della Asl di Teramo Mario Molinari. In una nota il sindacato si dichiara preoccupato per la situazione che si è creata per il personale. «La richiesta di assunzione di 20 unità operative», sostiene l’organizzazione sindacale, «permetterebbe di far fronte alle emergenze attuali e che si determineranno da qui a pochi mesi con l’arrivo della stagione estiva. Consentirebbe di organizzare meglio i turni di lavoro e di assicurare agli operatori di fruire delle ferie, senza dover smobilitare o accorpare intere divisioni della nostra struttura sanitaria».
 Per la Cgil la carenza di personale è un problema cronicizzato che la precedente gestione della Asl avrebbe accentuato utilizzando lo stesso numero di medici ed infermieri per l’apertura di nuovi reparti. «Venti unità operative da aggregare all’attuale disponibilità del personale», prosegue la nota, «certamente non sono un numero elevato. Tuttavia consentiranno di far fronte alle difficoltà senza creare disservizi, assicurando una migliore qualità dell’assistenza infermieristica, evitando il protrarsi di situazioni illegali quali la copertura di turni lavorativi con una sola unità per turno, come accade spesso in alcuni reparti, in primis in medicina e geriatria». La Cgil ricorda come l’ospedale di Giulianova sia in una posizione geografica strategica, a due passi dallo svincolo autostradale, a poche centinaia di metri in linea d’aria dal porto. Ci sono inoltre le principali arterie di collegamento, stradale e ferrovia. «L’ospedale merita di essere potenziato», conclude la nota, «affinché torni ad essere funzionale alle esigenze della collettività».
 Intanto, il pronto soccorso deve rinunciare ad un medico perché trasferito, mentre il reparto di urologia probabilmente non riaprirà più, anche perché il medico che doveva essere assunto non è stato mai assunto e il primario, Giorgio De Fabritiis, a breve andrà in pensione. (l.n.)