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Viale Ringa risorge dal degrado

 PENNE. Il piano di riqualificazione della zona di viale Ringa è pronto. L’amministrazione comunale lo ha messo a punto e intende illustrarlo ai cittadini prima di portarlo in consiglio. Il sindaco vuole un confronto diretto sull’argomento: domani sera è convocata una assemblea pubblica.
 Osservazioni e interventi degli interessati sono ovviamente previsti dalla norma, ma l’incontro aperto di giovedì (ore 21, chiostro di San Domenico) vuole essere «un momento, oltre che di trasparenza», osserva Paolo Fornarola, «di dibattito su scelte strategiche per la città. Il piano di recupero di viale Ringa era uno degli aspetti qualificanti del nostro programma amministrativo, un passaggio importante. In sostanza permetterà di procedere ad un miglioramento dei livelli di qualità della vita attraverso la riqualificazione architettonica, nelle forme e nell’uso, dell’edilizia degradata, il decongestionamento del traffico, la riorganizzazione del verde, la creazione di nuovi spazi di socializzazione». Lo strumento urbanistico fissa in 5 obiettivi la riqualificazione di un’area che si estende lungo il versante sud-ovest del colle Castello, delimitata a monte dal margine del centro storico e dal San Massimo e a valle dalla fascia edificata e delle aree verdi di risulta di via Caselli. Si parte dal miglioramento architettonico degli edifici, per proseguire con l’adeguamento igienico-sanitario dei fabbricati, per consentire l’adattamento a nuove esigenze dettate dallo sviluppo delle attività commerciali, direzionali e di servizio; quindi il potenziamento degli spazi pubblici e il miglioramento delle condizioni di fruibilità per i pedoni, con la valorizzazione di porta Ringa come ingresso del centro storico. E ancora: recupero ambientale e funzionale dell’area libera con infrastrutture per servizi e parcheggi; la riorganizzazione del comparto pubblico di via Caselli, con interventi di ristrutturazione attraverso accordi pubblico-privato. «Si tratta di una zona in stretto rapporto visuale con il perimetro del centro storico in corrispondenza di porta Federico II», conclude il sindaco, «e rappresenta il luogo di transizione tra la città antica e quella contemporanea, per la quale da tempo è avvertita un’esigenza di riqualificazione». (l.d’i.)