sabato 20.03.2010 ore 11.56

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«Un errore cancellare le Comunità montane»

 PESCARA. Non bastavano i tagli ai bilanci di Comuni, Province e Regioni. Adesso dal Governo arriva l’idea di proporre nel maxiemendamento alla Finanziaria l’eliminazione delle 356 Comunità montane italiane. L’erario potrebbe risparmiare 1,6 miliardi, quasi un decimo della manovra finanziaria. Lo ha anticipato il sottosegretario Moffa al Corriere della Sera, provocando la sollevazione immediata dell’Uncem, l’associazione italiana delle Comunità montane, che già aveva protestato per il dimezzamento del fondo per la montagna. Il presidente dell’Uncem Enrico Borghi ha convocato per giovedì a Roma il consiglio nazionale dell’associazione, allargando l’invito a tutti i sindaci dei 4 mila e passa Comuni che ricadono nel territorio montano.  A Roma arriveranno anche i rappresentanti delle 19 Comunità montane abruzzesi. Enti territoriali che, spiega la presidente della Comunità montana della Laga Monica Brandiferri, svolgono una funzione indispensabile di integrazione ai servizi dei Comuni delle aree interne.  «Forse non si riesce a capire l’importanza delle Comunità montane», spiega la Brandiferri, «senza le quali molti piccoli comuni dovrebbero rinunciare a servizi essenziali. Noi trasferiamo soldi ai Comuni per la scuola, facciamo assistenza ai bambini portatori di handicap, assistenza alle famiglie con anziani, sviluppiamo progetti di recupero per persone che hanno problemi di alcolismo, promuoviamo progetti di ippoterapia. Facciamo dunque tanto sociale, ma forniamo anche servizi ai Comuni in forma associata, dalla raccolta dei rifiuti, che da noi va benissimo, alla forestazione».  Per Armando D’Alto, presidente della Comunità montana Valle Roveto, l’abolizione di questi enti significa certamente abbandonare le politiche sociali di sostegno ai più deboli, ma anche rinunciare alla difesa del territorio. «Su questo campo abbiamo progetti all’avanguardia», dice D’Alto, «per esempio sulla sicurezza antisismica, oppure sull’armonizzazione dei piani regolatori che, attraverso patti d’area vengono studiati sulla base di una visione unitaria».  Per il sottosegretario Moffa le Comunità montane potrebbero essere sostituite da raggruppamenti di Comuni. Una soluzione che D’Alto trova insufficiente: «I Comuni abbracciano territori più ristretti, impossibile stabilire politiche efficaci. D’altra parte basta chiedere ai sindaci. Noi agiamo su loro delega. I vantaggi, anche in termini di economie di scala, sono evidenti».  Per la Brandiferri se anche il governo dirottasse sui piccoli Comuni tutti i fondi che attualmente assorbono le Comunità montane («ma ne dubito»), i Comuni si troverebbero in difficoltà perché «la Comunità montana riesce a economizzare meglio, come dimostra nel nostro caso la gestione della legge 626 sulla sicurezza. E poi c’è anche un problema di identità territoriale che solo la Comunità montana riesce a dare». - Antonio De Frenza

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