12 ottobre 2005 —
pagina 11
sezione:
Regione
LAQUILA. Il centrodestra lancia lallarme sui fondi regionali destinati alle aree interne. Secondo lex presidente Giovanni Pace e lex assessore regionale ai lavori pubblici, Giorgio De Matteis, la nuova amministrazione ha dimezzato in un anno il contributo erogato in favore delle zone interne, effettuato tagli immotivati e ancora non riesce a presentare una variazione di finanziaria degna dellattenzione della stessa maggioranza di governo.
Le pesanti sono state lanciate dallex governatore ieri mattina nella sala Silone a palazzo dellEmiciclo, proprio mentre il Consiglio veniva interrotto per un mal funzionamento dei microfoni in aula. «Lo scorso settembre», fa presente De Matteis, «è stata approvata la delibera Cipe, che assegna alle aree interne 12 milioni di euro contro i 23 stanziati lo scorso anno della vecchia amministrazione. Ma di questo provvedimento non è stata data alcuna comunicazione e non sono stati chiamati in causa per un incontro i sindaci dei comuni interessati».
Inoltre, nella terza proposta di variazione finanziaria, vengono tolti 20 milioni di euro dal settore dei lavori pubblici, dei quali ben 11 erano destinati ai piccoli comuni. De Matteis ironizza sulla iniziativa della giunta regionale che avrebbe riservato, secondo i calcoli dellesponente regionale dellUdc, solo pochi spiccioli.
«La cosa più ridicola», conclude lex assessore, «è che a 80 piccoli comuni è stata destinata la somma di 1,6 milioni di euro, insomma le 20 mila euro per comune che poi altro non è che leredità che viene dalla Giunta Pace. A fronte di questa mancia, assistiamo alla più tremenda mazzata per le aree interne mai accaduta negli ultimi 15 anni». «In tre anni», precisa Pace «noi abbiamo destinato a quelle aree qualcosa come 4.900 milioni di euro, creando un impianto di progetti tanti dei quali ancora in fase di realizzazione. Oggi questo problema è ancora importante? Se sì, non si capisce per quale motivo la Giunta Del Turco abbia assegnato la metà dei fondi dellanno passato. Cè preoccupazione, perché non vorremmo che questa pigrizia incida su quanto fatto fin ora».
(c.d.s)